La trama
La vicenda prende il via con un lutto: Eileen dà alla luce Saoirse e, pochi giorni dopo, il marito muore in un tragico incidente. Rimasta sola, trova un sostegno viscerale e indissolubile nella suocera Mary, donna forte e spigolosa. Insieme crescono Saoirse che, a sedici anni, rimane a sua volta incinta e mette al mondo Pearl. Il romanzo segue questo gineceo fortissimo e isolato dal resto del mondo, fatto di legami viscerali, litigi furiosi, segreti, lealtà feroci e profondo amore.

A questa storia si intreccia quella del libro che la racconta: Josh, uno dei personaggi che attraversano la vita delle donne nella storia,  vorrebbe scrivere la vicenda di Saoirse e le regala un taccuino Moleskine su cui annotare i suoi appunti, per poi trasformarli in romanzo. Ma l’esito sarà tutt’altro che scontato, e la sorpresa finale riguarda proprio chi scriverà davvero questo libro.

Temi principali

Diversi e molto interessanti sono i temi principali della storia, strettamente connessi tra di loro in una interessante sinergia narrativa:

  • Matriarcato,solidarietà femminile, libertà. Il nucleo centrale è la capacità delle donne di sorreggersi a vicenda in un contesto rurale spesso ostile, dominato da figure maschili marginali o ingombranti. Le figure femminili sono “sfaccettate” e mostrano tutta la forza e la fragilità che una donna può presentare
  • Ambiguità dei sentimenti. L’amore tra madri, figlie e nonne non è mai edulcorato: è fatto di scontri verbali, orgoglio e attriti quotidiani, ma anche di un attaccamento incrollabile. Doreen, Honey e la stessa Saoirse incarnano bene questa ambiguità. Lo stesso dicasi per il rapporto tra Richard e Eileen: due fratelli in conflitto per l’eredità dell’isola del fango, pezzo di terra che sembra promettere ricchezze senza fine.
  • Peso della tradizione e del dolore. Il romanzo affronta il lutto, la crescita, la maternità precoce e il riscatto personale.Tutte le donne della storia attraversano a vari livellli queste realtà.
  • Terra d’Irlanda. The Queen of Dirt Island  è  il  titolo originale del romanzo, dove “dirt” significa più “sporcizia” che “fango”. Il traduttore preferisce usare il termine fango che richiama anche la vischiosità di certi rapporti, familiari e non. Inoltre, il termine fango  assume anche una connotazione “moralistica” legata ai comportamenti dei protagonisti, uomini e donne.  Eileen è e si sente orgogliosamente  “Regina della Dirt Island“, nonostante la gente del posto sembra voglia attribuirgli una connotazione sarcastica. La terra rimane comunque simbolo di ricchezza e tradizione, di attaccamento a certi valori irrinunciabili, ma anche di conflitti familiari e sociali.
  • Potere della scrittura. Raccontare la propria storia significa anche appropriarsene: ed è qui che il romanzo riserva la sua sorpresa più bella.

Stile e struttura

Il libro è composto da moltis capitoli brevissimi, di circa due pagine ciascuno, quasi pennellate poetiche o frammenti di diario che accelerano il ritmo e danno la sensazione di veder scorrere un film. È l’aspetto del romanzo che mi ha coinvolto di più. Lo stile di Ryan è controverso: c’è chi ne loda la poesia, la forza evocativa e la veridicità dei personaggi, e  chi lo critica perché  trova la narrazione frammentata, a volte percepita come ruvida o povera di sentimenti. L’assenza di dialoghi diretti contribuisce a rendere un po’ ostica la lettura, ma chi ama le storie di donne e non teme una scrittura asciutta, fatta di silenzi e di frammenti. lo apprezzerà.

Il parere di un grande scrittore: «Questo è un generoso romanzo-mosaico sulla forza dell’amore, dell’orgoglio, della Storia e della famiglia. Donal Ryan non ha mai paura di “tutta la cattiveria e la tristezza del mondo”, ma riesce anche a scavare nelle suggestive bellezze che ci tengono uniti. Con arguzia e grazia, illumina gli angoli anonimi dell’esperienza umana e raggiunge gli inferi delle nostre anime». Colum McCann

Il nome della protagonista

È un nome irlandese gaelico che significa “libertà”. Il suono può sorprendere per via della grafia:

  • Saoi- si legge “sìr” (come “seer” in inglese, con la i lunga)
  • -rse si legge “sha” (il gruppo “rs” dà un suono simile a “sc” di “scena”)

In italiano ci si avvicina scrivendolo “Sir-scia” o “Sirscia”. Nelle zone dell’Irlanda la pronuncia può variare leggermente (in alcune varianti si sente più “SEER-sha”, in altre “SUR-sha”), ma la più diffusa, e quella usata dall’attrice Saoirse Ronan, è “SÈR-sha”.

Nota editoriale: Il romanzo è pubblicato dalla casa editrice Fazi, la traduzione è di Stefano Bortolussi

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