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Richiami dal Vecchio Scaffale…

Tanti tanti anni fa, sulla spinta di un bisogno di spiritualità ”razionale” del momento, di giustificare a me stessa la scelta della non-cristianità (o meglio della mia non-cattolicità) e grazie al “ritrovamento” del libro ereditato da mio suocero, ho letto “Perché non sono Cristiano” di Bertrand Russell. Onestamente, non ricordo di aver provato emozioni forti o di aver avuto illuminazioni rivelatrici. Mi parve però di avere conferma di quanto io provavo e credevo. Una bella lettura, quasi un esercizio letterario, dettato anche da esigenze di lavoro. Mi sono sentita orgogliosa di averlo letto, come se avessi fatto una cosa grande!

Oggi

Mentre leggo  Obbedienza e Libertà di Vito Mancuso, dal  vecchio scaffale  mi  arriva prepotente il richiamo del grande saggio di Bertrand Russell Perché non sono Cristiano (collana La Buona Società, vol.117 Longanesi Ed. 1959). Devo assolutamente ascoltarlo e far scendere di nuovo il libro dal vecchio scaffale..

.Oggi mi viene da sorridere a quelle sensazioni così superficiali che comunque accetto e sento mie, a maggior ragione oggi, dopo aver letto con totale coinvolgimento, il libro di Mancuso, che riprende i temi alti di Russell e che forse si potrebbe intitolare “Perché sono Cristiano”.

Nel suo celebre saggio, Bertrand Russell smonta con eleganza tagliente le fondamenta del Cristianesimo, facendo appello alla ragione e alla libertà interiore. La sua analisi attraversa tre assi portanti: la critica filosofica agli argomenti sull’esistenza di Dio, la rilettura non dogmatica della figura di Gesù e una riflessione profonda sul rapporto tra religione, paura e morale. Russell sostiene che la religione nasce più dal bisogno di sicurezza che da una ricerca autentica della verità, e che spesso ha frenato il progresso etico e umano. La sua proposta è semplice e radicale: una morale fondata non sul timore, ma sulla responsabilità, sulla compassione e sul coraggio di pensare con la propria testa. È un testo che continua a interpellare chiunque cerchi un’etica laica,  capace di restituire dignità al dubbio.

Due testimonianze mi hanno aiutato a capire meglio il messaggio del grande filosofo:

l’intervista alla CBC, molto semplice nelle domande poste al grande vecchio dall’intervistatrice, eppure riassuntiva di tutta la serie di dubbi che una persona qualunque (an ordinary person) potrebbe porsi.

  

la chiusura della Prefazione al libro

“Da parte mia, penso che è meglio fare un poco di bene piuttosto che molto male. Il mondo che io auspico dovrebbe essere libero da faziose incomprensioni, e consapevole che la felicità per tutti nasce dalla collaborazione e non dalla discordia. L’educazione dovrebbe mirare alla libertà della mente dei giovani e non al suo imprigionamento in una rigida armatura di dogmi destinati a proteggerla, nella vita, contro i pericoli dell’evidenza imparziale. Il mondo necessita di menti e di cuori aperti, non di rigidi sistemi, vecchi o nuovi che siano.” B. Russell

E un altro assaggio non guasta

“Che cosa è un buon cristiano?

Oggi bisogna essere più vaghi sul significato di cristianesimo. Vi sono, ad ogni modo, due elementi essenziali per definire un cristiano. Il primo, di natura dogmatica, è la sua fede in Dio e nell’immortalità. Il secondo, ancora più importante, é la necessità di credere in qualcosa che riguardi Cristo, com’é implicito nella parola stessa. Anche i maomettani, ad esempio, credono in Dio e nell’immortalità: tuttavia non sono cristiani. Per quanto riguarda Cristo, poi, se non lo si vuole riconoscere come essere divino, bisogna almeno vederlo come il migliore e il più saggio degli uomini.Se non ammettete questi principi non vi potete chiamare cristiani.”