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Lettore acuto Nero Wolfe!

Intuisce che i romanzi del principale sospettato possono disvelare il mistero. La lettura attenta di un vero genio riesce ad individuare la soluzione del caso, magistralmente nascosta tra le righe dei libri.

La Lega degli uomini spaventati è un gruppo di ex-studenti delle più prestigiose università americane, per lo più affermati professionisti. Nelle lunghe e talora noiose giornate di studio se ne inventano di tutti i colori per divertirsi un po’. Una volta però ne fanno una di troppo che coinvolge il loro amico Chapin, psicologo, raffinato scrittore e personaggio davvero bizzarro.

L’intrigo che Nero Wolfe è chiamato a risolvere appare come una storia di vendetta fisica e psicologica protratta nel tempo, che sembra voler coinvolgere tutti quelli che sono stati protagonisti dell’episodio che l’avrebbe generata.

Ritroviamo tutti i personaggi fissi delle storie di Nero Wolfe, comprese le sue strabilianti orchidee. Il narratore è Archie Goodwin, devoto collaboratore del grande e grosso detective. New York è sempre lì: intricata, maestosa e misteriosa.

“Morirete, signor Wolfe, ve lo assicuro, nel modo più odioso che possa escogitare un’immaginazione strabiliantemente infantile. Ve lo prometto.”

Davvero? Bisogna proprio leggere il romanzo per sapere la verità.

 

Sul traduttore

pittaLa lega degli uomini spaventati è stato  tradotto da Alfredo Pitta. Quando scelgo un libro di un autore straniero ed ho difficoltà a reperire la versione originale, vado subito a controllare chi l’ha tradotto. In questo caso l’Italiano formale e peculiare del traduttore mi ha incuriosito. Ho  cercato in rete qualche informazione su di lui e mi sono imbattuta nell’articolo  di Chiara Pezzavento, Il Pitta ritrovato   . Ora capisco meglio l’impronta data alla traduzione .

“Traduttore attivissimo, autore di gialli sotto lo pseudonimo di Norman Charger e, per l’appunto, di almeno una mezza dozzina di cappa-e-spada dai titoli pittoreschi come I Cinque Falchi, Santajusta, Fior di Sogno, Castelmalo, Il Liberatore, La Scala Vermiglia…”

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