Condivido l’ opinione di Carlo Freccero, che invita i telespettatori troppo critici a non aspettarsi un capolavoro di interpretazione, a non cercare a tutti i costi una ricostruzione fedele degli avvenimenti del periodo per rintracciare nei vari protagonisti il politico, l’ imprenditore, il poliziotto o il magistrato, resi famosi dalla cronaca. Li invita invece a godersi la storia per quello che è: una finzione, una versione romanzata della storia. Ovvero, un bel prodotto che suscita interesse e coinvolgimento.
La fiction indulge (per alcuni troppo!) su tre fattori che regolano il mondo: Sesso, Potere e Soldi, con tutte le conseguenze che si portano dietro, siano esse tragiche, drammatiche, comiche. Non c’è niente da fare, Sesso, Potere e Soldi sono le bussole privilegiate dall’essere umano. E la conclusione della serie lo dimostra. Ma non anticipo niente…