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    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

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  • Giornata Mondiale del Migrante 2020- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

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  • BREXIT- L’ora è scoccata

    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

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    RISPETTO E PREVENZIONE

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

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Lettera a Vladimiro su LA CADUTA DEI GIGANTI di K.Follett

Caro Vladimiro,

questa è una risposta alla tua recensione del  romanzo di  Ken Follett, La caduta dei giganti. Questo genere di storie non mi esalta. It’s not my cup of tea, ma capisco perchè catturino così tanti lettori, in tutto il mondo.

Il romanzo è ricco di storie parallele di uomini e donne appartenenti a classi sociali diverse, di solito ricchi aristocratici vs proletari o poveri e diseredati, nel mondo imperiale euro-asiatico del primo novecento.

Principi e principesse, giornaliste suffragettes piccolo-alto borghesi, come la cameriera gallese che, fuggita a Londra perchè incinta di un nobile odioso, diventa il simbolo della riscossa femminile fino a diventare parlamentare laburista per la constituency di Aldgate, come   suo fratello Billy, l’eroe minatore eletto ad Aberoween in Galles!!!  come l’orba Rosa, superaffascinante e intelligente o  la fiera Lady Maud che per amore del suo  ricco e affascinante  tedesco  affronta la povertà con coraggio e senso dell’humour e si “ricicla” come pianista di jazz in un night-club di Berlino. 

 

Follett-La caduta dei giganti

Quanti temi si incontrano in questa lunga storia! Guerre, intrighi, inflazione galoppante, dollari come oro, marchi a palate per comprare una pagnotta di pane (vero!).  Poi la Russia di Lenin, piccolo  uomo maneggione e sgradevole, del nobile principe Andrej che fronteggia la rivoluzione e la morte con orgoglio  tutto “aristocratico”. Politici meschini, alcuni illuminati in cattiva salute, ma disposti  a morire per l’ideale etc etc…

Tutto intrecciato in un  pastone quasi “soap” fatto di amori, tradimenti, alcol, perversioni, figli che nascono da tante madri diverse e da pochi padri protagonisti, figli che nascono  perché  utili allo scrittore per passare al secondo  e poi al terzo volume della trilogia e continuare le storie parallele già avviate nel primo.

Ricostruzioni storiche, sul filo del verosimile, di figure di spicco,  ambienti, eventi e decisioni che un buon testo di storia ufficiale forse riesce a rendere in modo più  efficace, specialmente se si avvale di testimonianze o di  analisi  più approfondite. A tratti mi sono annnoiata nelle trincee  francesi, tra  descrizioni superficiali di attacchi  notturni senza spessore.

C’è un aspetto però che mi piace: ripercorrere le strade delle valli  gallesi dell’area di Cardiff, dove sono stata più di una volta e dove ho respirato  la stessa atmosfera che Follett racconta. E poi qualche tocco di Londra che rispolvero sempre con immenso piacere. Sapienza narrativa e organizzativa, chapeau Mr Follett!

E tuttavia, non credo che leggerò ancora libri del genere, ma intanto sono contenta di averlo fatto. Mi sono fatta un’idea. Grazie Vladimiro!

K.Follett-La caduta dei giganti

Follett-La caduta dei giganti

Affidiamo al nostro amico  Vladimiro le riflessioni sul libro di Marzo.

“Allora, Vladimiro, ci parli  di questo libro? perchè hai deciso di leggerlo? Cosa ti è piaciuto? Quali criticità hai notato? Quali conclusioni puoi trarre ?”

“Provo a rispondere per punti. Perchè ho deciso di leggerlo? Mi piace Follett, il suo stile, la sua ricerca storica e il modo in cui riesce a mediare tra vero e verosimile, tra Storia e Fiction.

I pilastri della terraHo adorato I Pilastri della Terra e mi sono predisposto al meglio nell’affrontare la nuova avventura con La Caduta dei  Giganti.

Cosa mi è piaciuto? Trovo fantastica la caratterizzazione e il punto di vista multiplo (un classico di Follett ). Le stesse situazioni vengono vissute e raccontate da personaggi diversi, di diversa provenienza sociale (Lord, femministe, operai, minatori, religiosi, temibili estremisti ecc) Punti di vista dai vari “fronti”, spesso opposti, ma tutti  in qualche modo collegati tramite il sapiente filo rosso  con cui  l’autore riesce a tessere la tela del romanzo.

Bello  dunque il racconto delle varie  storie che si dipanano parallelamente in  cinque diversi paesi (Russia, America, Francia, Inghilterra e Germania). La grande Storia del periodo  1914-1920, suscita meno interesse, forse perchè già nota  ai lettori di una certa età  e esperienza, come me.

Molto più interessanti sono invece le piccole grandi storie dei personaggi. Introdotti con una tecnica di “contrasto” (analfabeti espressivi ed efficaci, persone colte e presupponenti; donne di casa e suffragettes,   ecc) risultano convincenti e appassionanti.common-wikimedia-org  Simpatico l’episodio che vede Billy nella Babele londinese alla ricerca di Ethel, sua sorella. Per la prima volta sente con stupore  una donna dire una parolaccia e  riesce a farsi capire pur non conoscendo  la “lingua”! I  personaggi prendono vita tramite le loro azioni, il loro comportamento, quello che gli altri  pensano e dicono di loro.

 Quali criticità ho notato? Ho provato una  sensazione molto forte e chiara che siamo di fronte a un’operazione commerciale. Il racconto nutre l’attesa del secondo e terzo volume. birreria di MonacoSi nota il tentativo di rendere la conclusione plausibile eppure aperta al sequel, se non “brusca” rispetto alla narrazione distesa del romanzo.

Finisce la guerra, il trattato di pace viene firmato, ma la Germania si sente umiliata…Cosa farà per recuperare? L’inflazione esplode: cosa accadrà? Cosa farà l’immigrato russo in America con le “opportunità” del proibizionismo? In una birreria di Monaco, viene un giorno bloccato un certo Adolf Hitler: chi sarà mai? In Inghilterra, tra Lord e amanti, troviamo due fratelli che non sanno di essere fratelli: cosa succederà? si “riconosceranno”?

Tutto è pronto per la prossima puntata eppure la tensione non è tale da spingermi a comprare il secondo volume  per leggere il seguito della storia.

La conclusione? Sono sicuro che invece Follett mi conquisterà ancora…”

“Grazie Vladimiro. Alla prossima!”

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