• Mondo Fuori

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 8 Marzo 2020-Donne insieme con determinazione e speranza

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  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • BREXIT- L’ora è scoccata

    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

  • 25 Novembre-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    RISPETTO E PREVENZIONE

  • Giornata Mondiale del Migrante 2019- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • 19 Luglio -Luci che non si spengono

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • 2 Giugno 2019-Festa della Repubblica Italiana

  • Amo l’Europa e il 26 Maggio VOTO.

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • 25 Aprile 2019- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 20 Novembre2017- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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I. Allende-L’AMANTE GIAPPONESE-Quanta roba in questo libro! Forse troppa.

 

amante giapponese

La storia in pillole

L’amante Giapponese ruota intorno alla travolgente storia d’amore tra  Alma Mendel, nipote sottratta allo sterminio degli Ebrei polacchi dai Belasco d’America,  e il giardiniere giapponese Ichimei della famiglia Fukuda, dipendente dei Belasco. La vicenda spazia dalla Polonia della Seconda guerra mondiale alla San Francisco dei nostri giorni, tra inciampi di ogni genere.

Cara Michela, durante la lettura de L’amante Giapponese mi sono spesso chiesta cosa possa aver determinato il tuo entusiastico  interesse per questa storia. Forse    l’amore unico, travolgente ed eterno tra Alma e Ichimei?  Si, deve essere stato questo.  L’intreccio dei centomila rivoli di questa “sorgente” ti hanno coinvolto allo stesso modo?

persecuzione degli ebrei

campi di sterminio

discriminazioni razziali

campi di concentramento per Nippo-Americani

ville californiane

vivai giapponesi,

riti e katane sotterrate

artisti

amori impossibili

aborto in Messico

aborto spontaneo

matrimoni tra consanguinei amici,

pietosa copertura matrimoniale

piccola polacca in America terra di libertà,

giovane moldava redenta

violenza sulle donne

madre sciagurata

patrigno malvagio

fratello ritrovato-morto-non morto

infuocate lettere d’amore

laboratorio d’arte

viaggi

nonni-zii amorevoli

gatto storpio nel frigo

omosessualità nascosta

AIDS

giovane badante confidente

ragazza malata

casa di riposo

vecchi

morte in corteo con gli zombie

Gasp! Isabel, ma quanta roba ci hai messo in questo romanzo? Sembra la soffitta di una vecchia casa, zeppa di oggetti accatastati alla rinfusa, tra i quali diventa difficile rintracciare ciò che veramente vale. E non è Realismo Magico. Quanto sono lontane le tue donne di La casa degli spiriti, La figlia della fortuna, Il quaderno di Maya.

Cara Michela, forse parleremo ancora di questo romanzo, forse no. Voglio comunque ringraziarti per il suggerimento, ogni lettura lascia sempre qualcosa. L’amante giapponese mi ha lasciato la sensazione di un giro in giostra tra colori, profumi, odori e puzze. E un leggero senso di nausea. Alla prossima!

 

I.Allende-IL QUADERNO DI MAYA. Scrivere per filtrare la realtà e crescere.

il quaderno di Maya

Succede spesso, quando esce un nuovo romanzo di cui non si è  letta alcuna recensione, di  “comprarne” l’autore. È successo anche con  Il quaderno di Maya di Isabel Allende.  

Il titolo ha aggiunto desiderio a desiderio. Il nome della protagonista evoca civiltà antiche e magiche, l’oggetto evoca  momenti di intimità e solitudine creativa di fronte ai propri sentimenti e alle proprie esperienze. La copertina (Ana Juan 2011) cattura lo sguardo chiaro ed inquietante e le labbra  “di Maya”, quasi in un sorriso ambiguo e innocente allo stesso tempo.

Le aspettative di lettura  sono legate alle altre storie narrate da questa scrittrice. E ti aspetti allora gli ingredienti noti: magia, donne, paesaggi esotici, un pizzico di politica e di  storia civile e una scelta di parole e connessioni  coinvolgenti. Procedi, invece, con la lettura del libro in modo un po’ dubbioso perché ti sembra di non ritrovare subito  quello che stai cercando.

SeattlepiTi colpiscono altre cose, come l’alternanza delle Americhe di Isabel e Maya. La mescolanza di colori, di pelle, di paesaggi e di vita ti evoca sapienti scelte editoriali più che attenzione convinta alla multiculturalità.

Balza davanti agli occhi il classico canovaccio del telefilm americano di moda, dove trovi il Bianco, il Nero, l’Ispanico, l’Asiatico che, tutti insieme, lavorano  nel distretto di polizia o nell’ufficio  legale di turno… Tutto  sembra molto politically and publishingly correct.

Emerge tuttavia l’anima vera di Isabelle Allende  quando parla di donne: adolescenti, mature, vecchie, dei loro problemi, delle loro lotte strenue per affermare la propria dignità di persone. Donne malate in lotta con il cancro, rifiutate da compagni vigliacchi che non sanno gestire un rapporto  nuovo, in qualche modo  condizionato dalla malattia.

Donne, donne, donne. Un nuovo romanzo tra il noir e il romanzo di formazione? Si, visto con gli occhi una scrittrice donna che racconta donne, da Nini a Maya a Blanca, ad  Azucena ed  Edwige vittime di tragiche consuetudini familiari e sociali dure a morire. La madre Svedese, con il cognome di un animale… Otter la lontra e l’ abbandono.

Dmercado a Castro Chiloèoña Lucinda, artigiana diventata piccola, piccola nella cassa da morto.   Bella l’idea delle “Streghe buone” in riunione nella grotta segreta o delle Vedove per Gesù che curano dalle dipendenza.

 Maya vive nell’arco di pochi mesi    tutto ciò che di  malefico può  accadere nella vita di una giovane femmina. La vita disordinata e tragica, violenta e disperata di Maya  mi fa venire subito alla mente Lisbeth Salander di Stieg Larsson, anche nella peculiarità  dei suoi tratti  fisici. Maya è  l’adolescente-giovane donna che nella scrittura  cerca di  “filtrare” la problematicità delle esperienze negative.

Ma incontra anche l’amore  la passione… C’è letteratura, cultura, poesia (nel romanzo compaiono grandi figure del passato culturale, come Leonardo, Galileo, Lawrence e le sue poesie d’amore,  Darwin).

welcome to Las VegasStrapieno di riferimenti anche geografici accattivanti: l’America di Berkeley, i boschi dell’Oregon, la corruzione di Las Vegas, la modernità rassicurante di Seattle, gli psichiatri  statunitensi, gruppo sociale  necessario alla vita dei moderni americani e altrettanto  inutile a Chiloè Sud del Sud, il magico Cile con  l’isola magica  e i suoi  riti  turistici. 

quaderni

L’idea del quaderno ripropone l’ enfasi sulla scrittura “salvifica”, quella che aiuta a superare i momenti di  solitudine e di depressione  e di recupero  dalle malattie del corpo e dell’anima.

Santiago (Cile)La storia  racconta momenti forti nella vita dei protagonisti e del Cile: il colpo di stato  dell’ 11 settembre 1973(numero  ricorrente nella storia delle catastrofi umanitarie). I luoghi della tortura, Villa Grimaldi. I ricordi/incubi, le rimozioni di Manuel. Manuel e Felipe Vidal prigionieri  degli aguzzini …

“Il pretesto erano i depositi di armi [mi ricorda  le Mass Destruction Weapons in IRAQ] che, si ipotizzava, il governo Allende avesse consegnato al popolo, ma visto che erano passati dei mesi e non si  era trovato nulla, ornai nessuno credeva più all’esistenza degli immaginari arsenali […] Il terrore paralizzò la gente, fu il mezzo più efficace per imporre…”

Gli uomini della storia sono  spesso portatori di violenza, eccetto il buon Popo maestoso, elevato  nel corpo e nell’immaginario di Maya. Il poliziotto corrotto, Joe Martin e il cinese, Brandon pazzoide. Quel Roy Fedgewick primo passo verso il degrado di Maya, il vecchio cileno  ubriaco, violento  padre-padrone. Uomini forti o fragili come, il  disastrato Freddy, Felipe Vidal,  Manuel  e le sue fragilità, il padre di Maya, playboy incallito non privo di  debolezze e precarietà, Lionel Schnake, ricco  super conservatore dai “buoni” sentimenti…che non sa dire di no a sua figlia Blanca…La famiglia di psichiatri  americani con Daniel, primo grande amore di Maya.  Buoni, cattivi, deboli, forti. Il confine tra queste qualità appare  spesso sfocato.

 Alla fine del libro si apre uno squarcio di luce nel cielo e il cammino di Maya sembra popolarsi  di  buone prospettive di vita.

 Isabel racconta il libro:

I. Allende-LA FIGLIA DELLA FORTUNA alla ricerca dell’amore perduto

La figlia della Fortuna 001

 

“Cile 1832: Eliza viene abbandonata ancora neonata sulla soglia di casa dei fratelli inglesi Jeremy, John e Rose Sommers [Tom Jones al femminile, evento comune  a molte storie, ottimo presupposto per una storia ben riuscita!], che si sono trasferiti a Valparaiso. L’eccentrica Rose insiste perchè la piccola cilena venga adottata ed entri a far parte della famiglia. Eliza vive tra due mondi: le viene impartita un’ educazione rigidamente anglosassone, nella speranza di un futuro sereno coronato da un buon matrimonio e al contempo le vengono fatte conoscere della cuoca di casa, Mama Freisa, la vitalità, la magia e la carnalità del suo popolo. Si innamora perdutamente di un giovane idealista che lavora per Jeremy, Joaquim Andieta, il quale, però…”quarta di copertina

Uno sguardo alla Storia, uno alle tante piccole storie dei personaggi. Molto “romanzo ben strutturato”, molta abilità nel tessere la  tela narrativa. Riaffiorano inevitabili prestiti da La Casa degli Spiriti. Torna con tutta la sua potenza, l’idea del viaggio al femminile, per mare e per terre da esplorare, alla ricerca dell’ amore perduto così come i cercatori  si affannano dietro all’oro californiano. Frase guida  quella di Tao Chi’en a Eliza:

“Non c’è niente di inutile. Nella vita non si arriva da nessuna parte, Eliza, si cammina e basta”(p.330)

Ma è un bel camminare, anche per il lettore, ricco di vita, di esperienze, di illuminazioni e dolori, di gioie piccole e grandi,  fino alla frase conclusiva che abbraccia tutto in un sospiro profondo aperto al futuro:

“ Adesso sono libera…”

La lettura è stata gradevole, a tratti coinvolgente, ma più spesso un resoconto, quasi un diario di viaggio che crea una specie  di frattura tra l’emozione narrativa e la cronaca.

G. Carofiglio-LA MANOMISSIONE DELLE PAROLE. L’uso tossico delle frasi fatte…

manomissione delle parole

A word is dead

When it is said,

Some say.

I say it just

Begins to live

That day

Emily Dickinson, 1894

 

Mi piace iniziare con Emily questa passeggiata-viaggio tra gli Atti di Parola  (Speech Acts di Austin). Non pietre, non pugnali, che già sono metafore e in un certo senso “atto di manipolazione”,  ma  vere e proprie performances.

E mi viene subito in mente ieri e Paolini e Aus Merzen. La   lettera di Hitler con l’Aquila d’oro (sbiadita), che autorizza i medici a fare quello che poi hanno fatto. E la lettera della mamma di quella “ragazza inutile”. Che pathos e che rabbia…

Oggi sono con Gianrico che mi porta dritta dritta dentro la  rete (ancora una volta) delle mie idee, conoscenze, esperienze linguistiche e fa ri-affiorare tutte le emozioni provate di fronte alla coscienza civile, le sofferenze e l’amore raccontati  da Elias Canetti in  La lingua salvata.

Rivivo il senso di disagio provato quando per la prima volta ho scoperto la “Newspeak” e la “Thought Police” di George Orwell in 1984 e ho assaporato il gusto  amaro e tragicomico della lingua di Animal Farm, esempio brillante del “Frozen”  linguaggio giuridico-normativo, manipolato nei famosi Sette Comandamenti dell’Animalismo. 

Un saggio/manuale di analisi testuale questo di Carofiglio, con un destinatario preciso in mente: il Cittadino Italiano, noi, voi, questa società attonita, smarrita, automatizzata da riti comunicativi sempre più deprimenti.

 Invictus, questa è la lezione? Coraggio e dignità che arrivano da un bambino di 12 anni, sofferente. Il poeta William Hernest Henley a cui  Morgan Freeman e Clint Eastwood hanno dato voce e diffusione nel meraviglioso film Invictus sul Sud Africa. Coraggio e dignità, tornare a dire a se stessi, con il poeta:

“Io sono il Capitano della mia anima”.

Scegliere dunque e superare l’indifferenza. Gramsci dice che nella Città Futura (1917):

“La catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa  che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è  nessuno che  stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano…”

Andiamo a leggere  del “terrore semantico” nei verbali ufficiali, con Calvino (1965); Klemperer e l’uso tossico delle frasi fatte, parole come “dosi minime di arsenico” e Levi e Don Milani con il suo: “NO” e Cicerone e Dante e Lewis Carroll e De Toqueville.

L’amore, Il governo del fare, la Democrazia. La sinistra e le sue frozen “parole d’ordine” codice d’accesso, o di chiusura? E le parole scritte come parole sociali e collettive di Nadine Gordimer; Bob Dylan e l’ “answer blowing in the wind…”;

Conclusioni

I titoli dei suoi  libri dicono molto della passione e dell’intimo piacere che Carofiglio prova nel maneggiare le parole. In Le perfezioni provvisorie, escogita un ossimoro intrigante. Quale perfezione è mai provvisoria? Oppure vuole invitarci a godere la perfezione dell’attimo compiuto? Del “moment of being” di Virginia Woolf?

Il cogli-l’attimo di un commissiario che ama andare in bicicletta e rifugiarsi nella città notturna? Forse, ma poi la Manomissione delle parole invita a proiettarsi dal passato al futuro, quasi un rito pedagogico, per educare all’uso consapevole delle parole.

Le ultime pagine bianche del libro sono piene zeppe di note sugli aspetti che mi hanno coinvolto, commosso, travolto. Un prezioso manuale per il cittadino/custode della parola. Bellissimo e utile. Vero e Bello!

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