M. De Giovanni-VIPERA. Pochissimo da dire. E la serie TV…

viperacop-degiovanni

Chiedo scusa agli appassionati di  de Giovanni e del commissario Ricciardi, ma io non mi sento di dedicare a questo romanzo più di quattro parole. Ho  faticato ad arrivare  alla fine, e questo è già indicativo per  un libro giallo, ma  non mi piace lasciare i libri a metà e dunque sono  arrivata  fino in fondo.

 “una sirena buona, si commosse e disse: mo’ ci penso io.”

L’ unico soffio gradevole di “primavera” l’ho avvertito  nel racconto fiabesco sull’origine della pastiera, che il brigadiere Maione fa ai figli. E racconta della  sirena Partenope, di suo padre il Mare e dei pescatori inghiottiti dalla tempesta e poi restituiti alle loro famiglie grazie al dolce dono degli ingredienti   che la sirena buona raccoglie tra le acque agitate e mescola sapientemente fino  a farli diventare il dolce  Pasquale più buono  del mondo!

Il resto è noia.

Addio Ricciardi

Ieri ho letto che De Giovanni vuole lasciare andare al suo destino  Ricciardi-dagli-occhi-verdi, dopo l’ultimo libro appena uscito (Rondini d’Inverno). Mi sembra una buona idea, “Di Camilleri ce n’è uno”, dice lo stesso giallista. Ma sarà vero o è solo un espediente di promozione dell’ultima fatica letteraria?

Febbraio 2021

Guanciale Ricciardi

Ovviamente è arrivata puntuale la serie Tv con un ingessato Lino Guanciale nei panni del  tenebroso e introverso  commissario Ricciardi. Anche in questo caso, niente da dire. Almeno nel romanzo c’era qualche spunto  originale e interessante, vedi il “mito” della pastiera!

RAI3-L’isola deserta-Chiara Valerio incontra CHEF ANTONIA KLUGMANN, Mrs Dalloway, Babette, Virginia Woolf, Karen Blixen e Michael Cunningham. Con sottofondo di Dalla. Cultura e cucina binomio perfetto!

Ma che bella  la puntata di Domenica 21 Febbraio! Arrivo che è già iniziata, ma solo da poco. La voce squillante di Chef  Antonia Klugmann mi cattura. E mi trascina  dentro  le sue scelte di naufraga sull’isola deserta di Chiara Valerio.

Porta con sé Il pranzo di Babette che l’ha ispirata anche come cuoca. Non rinuncia  a Mrs Dalloway, sia nel libro che nel film di  Michael Cunningham The Hours. Continua il suo discorso con Virginia Woolf  attraverso Una stanza tutta per sé, che le ha insegnato tanto  come donna.

Resto sempre più affascinata da questa donna. La sua carriera, le sue scelte professionali e il suo successo sono dovuti anche alla sua cultura, al  background culturale, fondamentale nella formazione della persona e della sua personalità, ovvero della grande cuoca Klugmann.

Antonia, sei cuoca romantica, fantasiosa, intelligente e colta, triestina nel cuore e nel mare, con solide radici  nella terra dei tuoi avi.

Sei marinaia, come quelli  della canzone che hai scelto per il tuo naufragio: Ma come fanno i marinai di Lucio Dalla. I marinai sono un pò come i cuochi, vanno dove li porta il loro  mestiere.

Te la cantava tua madre mentre eri ancora nella sua pancia, tu dici che questo non ha determinato la tua scelta, ma io credo che invece molto di quel suono d’avventura e di scoperta ti abbia nutrito  nei lunghi mesi di immersione  in un liquido fecondo!

Oggi sull’isola deserta ci sono anch’io con te e il bagaglio che hai deciso di portarti dietro.

A.Camilleri-IL METODO CATALANOTTI. Svolte pericolose tra Amore, Stanislawskij e Psicopatologia

 

ilmetodocatalanotti

Camilleri riesce  a sorprendermi con il suo ultimo romanzo. Il Metodo Catalanotti ripercorre il sentiero noto agli appassionati dello scrittore Siciliano e del suo Montalbano, ma questa volta il lettore viene invitato ad imboccare una strada poco battuta, dove si intersecano armoniosamente tanti viottoli affascinanti. Ed è subito teatro nel teatro-nel romanzo-nella poesia, in un tripudio letterario e popolare, maneggiato con una maestria narrativa che solo un grande come Camilleri  possiede.

Tutto diventa “similvero”, ma totalmente autentico e il lettore fa scattare la sua “willing suspension of disbelief”, dove tutto può accadere, tutto è reale e fittizio, tutto è teatro e vita, tutto fa parte dell’universo umano e del regno dell’immaginazione.

Samuel Taylor Coleridge: I try to convey a semblance of truth in my writing to produce for these shadows of the imagination a willing suspension of disbelief that, for a moment, constitutes poetic faith.

In questa storia, Salvo Montalbano prende una cotta fenomenale per la bell’Antonia della Scientifica, che gli fa mettere in discussione tutta la sua vita; Mimì Augello fa Mimì Augello: un Don Giovanni nel bel mezzo di una farsa tragicomica; Fazio resta Fazio con i suoi pizzini, Catarella è sempre più imbambolato e innamorato del suo commissario.

Il personaggio cardine della storia  è la vittima, Carmelo Catalanotti, l’ “incantatore di serpenti” appassionato di teatro e “provinatore” molto speciale. Il suo metodo? Tra Stanislawskij “corretto, rivisto e modernizzato” e Psicopatologia.

‘N conclusioni la figura di Catalanotti pariva essiri composta da pirsone diverse: un colto lettore, un usuraro di media stazza e ’n omo bastevolmenti dinaroso che, va’ a sapiri pirchì, assà si ’ntirissava del caratteri e della psicologia dell’autri. Chist’ultimo era l’aspetto cchiù misterioso.”

 Suggestive e commoventi le citazioni poetiche che si concede Camilleri per esplorare l’animo di Salvo innamorato.

 “versi qui citati sono rispettivamente di Patrizia Cavalli, Pablo Neruda, Wisława Szymborska.”;

Poetiche a modo loro le prelibatezze di Adelina, la cameriera di Salvo Montalbano.

Montalbano-mimiesalvo

L’investigazione procede come al solito, tra splendori di Sicilia, buon cibo, intuizioni, scoperte, osservazione, epifanie, fortuna. Il libro è bellissimo e certamente irrinunciabile in questa estate 2018.

 

Assaggi d’attualità

 

Il lavoro che manca, le proteste dei lavoratori e la reazione dello Stato mettono in crisi Montalbano.  “Che munno era chisto nel quali all’omo si livava il travaglio, la possibilità di guadagnarisi onestamenti il pani? E la risposta dello Stato quanno che ’sti poviri disgraziati s’azzardavano a protestare erano lignate, vastunate, lacrimogeni, arresti, fermi? Da quant’anni era che faciva il servitore di questo Stato? Aviva travagliato con onestà e con rispetto verso l’autri? Non c’era arrinisciuto sempri, ma spisso sì. Si vidi che la maggioranza dei sò colleghi avivano ’n’autra idea di quello che significava servire lo Stato. Non aviva via di scampo.”

Al telegiornale migranti, terrorismo, profughi e fabbriche chiuse.Accomenzò a sintirisi il telegiornali. A Parigi era successo un burdello pirchì ’na baligia scordata era stata criduta china di esplosivi. L’Ungheria e la Polonia s’arrefutavano d’arriciviri la loro quota di migranti, pejo: avivano accomenzato a costruiri mura per non farili trasiri. Nel frattempo scannali di pedofilia nei campi profughi. In Italia per fortuna quel jorno avivano chiuiuto sulo setti flabbiche. Il commissario pircipì chiaro il piricolo vero: stava per perdiri il pititto. Cangiò canali e s’attrovò facci a facci con quella ballarina miravigliosa che assimigliava ’na stampa e ’na figura ad Antonia.”

 Salvo si distrae dal mal d’amore affogando tra le firme…Firma, firma… Forza Montalbà, firma fino a quanno il gesto diventa quello di un atoma. Accussì non pensi a nenti, Montalbà. Salvo Montalbano. Salvo Montalbano. Firma, annegati in un mari di carti, Montalbà. E se il vrazzo accomenza a fariti male futtitinni, continua, continua…”

 La meraviglia di Piazza Armerina,le potenzialità del turismo e l’inefficienza politica.“Arrivato che fu a Fela, deviò per Piazza Armerina. Quanno fu ddrà non arriniscì a farisi capace che era lui, a sulo, a godirisi tanta miraviglia. Non vitti anima criata tra i mosaici e tra le stratuzze ’ncantevoli della villa. Ma come minchia era possibili che in un paìsi che consirvava la parti cchiù granni di biddrizze della terra, non erano stati capaci d’organizzari un turismo che dassi da mangiari a tutti e s’arritrovavano ’nveci poveri e pazzi?

Perrin-CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI “Il buio non è mai totale, alla fine del cammino c’è sempre una finestra aperta”. Ovvero, come si cambia!

Non conoscevo nulla di questo romanzo e della sua autrice, se non il clamore suscitato dal  vigoroso tam tam dei lettori che ne hanno decretato il successo. E di solito io mi fido dei lettori. Parto dunque per un nuovo viaggio  in Francia, alla scoperta di Perrin e dei suoi fiori.  Ma perché Valérie ha scelto un titolo che ha tanto intrigato milioni di lettori? La risposta,  cuore del romanzo, è ovviamente  nascosta tra le pagine del suo libro.

La storia in breve

Violette è una vivace diciassettenne “sbandata” che  fa la cameriera in un bar, dove viene fulminata dall’amore per il bellissimo Philippe Toussaint. Nel giro di poco i due decidono di mettere su casa per iniziare una vita insieme.  La loro unione è fatta  di silenzi, sesso e corna. Ma la vita va.

Violette e Philippe trovano lavoro come casellanti: alzano e abbassano  la sbarra di un passaggio a livello secondario. Lavoro ripetitivo e insoddisfacente che, tuttavia garantisce loro un tetto e una certa stabilità. Ma i lavori cambiano, la vita prende strade inaspettate e, voilà, Violette e Philippe si ritrovano  a fare i custodi del cimitero di una piccola cittadina  della provincia Francese.

Un bel giorno  bussa alla porta di Violette un poliziotto di Marsiglia  con la richiesta di  seppellire  le ceneri di sua madre, secondo le sue ultime volontà, nella tomba di un “ospite “ del cimitero, che non è suo padre.

Da questo momento la storia diventa una sorta di giostra sulla quale si alternano, incrociano e scontrano  vite, esperienze, desideri e ricordi  di molti personaggi  che, forse mai avrebbero immaginato di salire su questo tagadà impazzito.

Stratagemmi  narrativi

Che incipit ragazzi! Sarà che la scrittrice è donna, e Francese, ma già dalle prime pagine mi sembra di respirare l’atmosfera dell’ Eleganza del riccio di Muriel Barbery, lo spessore dei personaggi, le sorprese… Mi  piace.

I capitoli brevi e concisi  mi rassicurano  e mi coinvolgono. Orientano il focus su spaccati della vita di ciascun personaggio che, a capitoli alterni, entrano in gioco raccontando gli eventi dal loro punto di vista. Tale strategia è utile per la costruzione di un personaggio  decisamente efficace e “rotondo”. Tuttavia rischia anche di creare qualche inciampo al  lettore nel seguire il filo logico della storia.

Il registro dei  defunti  di Violette è commovente. È come un taccuino rosso “estate” pieno di  realtà, magia e intimità. Ogni  cerimonia di sepoltura a cui  Violette partecipa viene registrata con un pensiero empatico sul  defunto.

Cosa dire dei nostri cari?

Chi conosce veramente i propri familiari? Voi sapreste descrivere i desideri, le paure, l’anima dei vostri cari,  se vi chiedessero di farlo? Ci ho pensato. Non è facile. Lo crede anche  Julien quando Violette gli chiede di  parlare della sua mamma, per poter scrivere un’orazione  adeguata. Eppure Julien ha la risorsa giusta: il diario segreto di sua madre. Quante cose non ha mai  neanche sospettato di lei mentre era ancora viva! L’unica cosa che sicuramente ricorda è che “le piacevano la neve e le rose.” 

Gli uomini

Gli uomini di Perrin sono un universo variegato: Sasha, Gabriel, Julien, Philippe, i tre  del cimitero, gli uomini del castello infernale, il prete confidente. Tante personalità per il profilo dell’uomo dei desideri?

I libri

Colpisce  già dall’inizio l’interesse di Violette per i libri. Una bambina cresciuta senza stimoli culturali, vuole imparare a leggere bene e lo fa ad alta voce, per sentirsi oltre che per capire,  con coinvolgimento totale e gran coraggio. Il coraggio di  comprare un dizionario per capire un libro decisamente impegnativo (800 pagine): Le regole della casa del sidro di  John Irving.

L’aveva colpita la mela rossa in copertina che la invitava ad entrare nella libreria e prenderla. Lo legge e lo rilegge. Forse sente la storia di Homer vicina alla sua per molti versi, e gli si affeziona. Peraltro  durante la lettura Léonine comincia a farsi sentire nella pancia, forse la sua voce che balbettava Irving l’aveva svegliata.

Violette ci prende gusto e la sera, legge alla sua bimba L’abete  di Andersen. Affascinailtuocuore ne ha lette alcune, anche per voi.

“Ero costretta a leggere ad alta voce: per capire il senso delle parole dovevo sentirle come se mi raccontassi una storia. Ero il mio doppio: quella che voleva imparare e quella che avrebbe imparato, il mio presente e il mio futuro chini sullo stesso libro. Perché si va verso certi libri come si va verso certe persone? Perché siamo attratte da determinate copertine come lo siamo da uno sguardo, da una voce che ci sembra conosciuta, già sentita, una voce che ci distoglie dal nostro percorso, ci fa alzare gli occhi, attira la nostra attenzione e cambierà forse il corso della nostra esistenza?” 78-79

Stefan Zweig e i suoi racconti (Ventiquattro ore nella vita di una donna)  sembrano ispirare alcuni momenti della storia di Irène e Gabriel. Prevert e le sue poesie fanno capolino tra le pagine.

La Musica

Quanta musica in questo romanzo!  Mi è sempre piaciuto leggere storie che inseriscono la  musica tra i pensieri  e gli eventi. Incontriamo Elvis Presley ed il suo  fedele ammiratore Elvis becchino; Charles Trenet e tutti gli chansonniers più famosi   di Francia, che Violette adora.

Aggiungo Fiorella Mannoia con il suo Come si cambia (1984), che richiama il titolo del romanzo in modo  fantastico.

La musica accompagna anche alcune  cerimonie di sepoltura.  Per Gambini-nonno-bambino e la sua  passione per Django Rheinardt: un’orazione funebre festosa!

Il cinema

Come sono bravi i Francesi, a proteggere, promuovere e sostenere il loro cinema!  Certo Valérie è di casa in questo ambiente: sceneggiatrice, fotografa, moglie di  Claude Lelouch, e non può non ricorrere ad immagini che evocano il mondo  cinematografico, ma è proprio questa sua familiarità con l’ambiente che arricchisce la storia e la rende un perfetto copione  per un grande film di successo.

Violette

L’ultima parola spetta a lei. La donna-fiore che attraversa un lungo  sentiero accidentato alla ricerca della propria identità. La donna che  organizza il suo guardaroba nelle due categorie Estate e Inverno, in base ai colori  della vita e quelli  della tristezza. Violette predilige l’Estate ovviamente, ma spesso la “mortifica” sotto  lunghi cappotti Inverno, quasi a voler nascondere la sua  vera natura.

La vita le regala le esperienze più travolgenti, da quelle più esaltanti  a quelle più dolorose. Con le sue fragilità, con la sua forza e la sua determinazione, passo dopo passo, arriva alla consapevolezza. Passo dopo passo arriva… al titolo: Cambiare l’acqua ai fiori. Come si cambia, per ricominciare…

E. Strout-OLIVE KITTERIDGE:“L’America è una grossa fetta di formaggio andata a male”, ma non vorrei vivere altrove.

 

Novel-Olive Kitteridge

 

Scrivo la recensione di Olive Kitteridge di  Elizabeth Strout come fosse una lettera. Il destinatario? L’amica  che mi ha regalato  il libro per il mio compleanno 2020, anno “cruciale” di dominio COVID19.

Cara Lucia,

Hai fatto un’ottima scelta, Dell’autrice ho  letto  anche Mi chiamo Lucy Barton e The Burgess Boys. Mi piace tanto! Olive l’avevo già incontrata nella omonima serie HBO, mi  aveva colpito la magistrale interpretazione di  Frances Mc Dormand:

“Olive è una professoressa di matematica, molto spinosa e rigida. Intorno a lei vive una piccola comunità  di personaggi  tipici della provincia americana (siamo nel Maine): il marito farmacista, il figlio frustrato, il  collega poeta e alcolista innamorato di lei, l’ entusiasta e fragile assistente in farmacia e tante altre persone con problemi esistenziali e spinte suicide/omicide inquietanti. Olive sembra essere il capitano di questa nave  in navigazione in acque perennemente agitate… More.

Grazie a te è arrivato il momento di leggere il romanzo.

Olive è la protagonista di una storia americana raccontata per “bozzetti”. Ogni capitolo, con un suo titolo riassuntivo, ci fa incontrare i vari abitanti di un piccolo centro del Maine, mettendone a nudo fragilità, punti di forza, anomalie. Il loro “ritratto” prende vita attraverso le parole e i comportamenti  di Olive. A Crosby si respira una familiare atmosfera di gossip da paese.

L’inquietudine che questi ritratti hanno generato in me mentre guardavo la serie TV,  si intensifica e  esplode tra le parole del romanzo. In molti di esse  ritrovo  stralci  della mia sensibilità, spunti di riflessione con tristezza velata, che investono anche la mia vita. Ogni capitolo è di fatto un racconto in cui incontriamo i protagonisti di tante piccole storie in cui Olive è il filo conduttore.  

Farmacia

La coppia  Olive-Henry resiste all’urto costante e spesso  subdolo  di una lunga vita matrimoniale. E scopriamo che entrambi si nutrono  in silenzio di un amore impossibile e bellissimo, forse proprio perché segreto. La farmacia di Henry è complice silenziosa di sentimenti ed eventi incrociati. Denise, Henry, Jerry, che personaggi!

«Un topo» disse sua moglie, quando assunse la ragazza nuova. « Sembra davvero un topo». Denise Thibodeau aveva guance rotonde e occhi piccoli che sbirciavano oltre gli occhiali dalla montatura marrone. « Ma è un bel topolino », rispose Henry, « Un topolino intelligente».

Marea montante

Kevin, medico in crisi  lascia New York alla ricerca di qualcosa. Aveva lasciato Crosby quando aveva tredici anni. Cosa vuol dire “sistemarsi”? Dove si trova il tuo posto nel mondo? Kevin l’aveva cercato molto, dal Maine a Chicago, a Tucson, Dallas, e ora? Di nuovo nel Maine.

“Often, often before

I’ve made this awful pilgrimage […]

I come back for more”

 Johnny Berryman (Dreamsongs)

Ho compiuto questo terribile pellegrinaggio… Sono tornato per averne ancora. Di fronte al mare Kevin ricorda: la bici del nonno, il giorno della laurea in cui il rettore chiude la cerimonia con un inno all’amore: “Amare ed essere amati è la cosa più importante della vita.” All’improvviso,  appare  la signora Kitteridge :

“Per la miseria. Era identica a come gli appariva in classe al settimo anno: lo sguardo diretto, gli zigomi alti; aveva i capelli ancora neri. All’epoca gli era simpatica;  ma non tuti la pensavano così. Provò l’impulso di allontanarla con un cenno della mano, o di mettere in moto la macchina, ma il ricordo del rispetto lo trattenne”

La marea sta montando  e qualcosa di terribile sta per accadere, il vento  soffia feroce, Kevin si ritrova in acqua a contrastare acqua e vento. Kevin si salva se salva…Attimi eterni di emozione.

La pianista

Angela O’Maera, o semplicemente Angie dai tacchi alti nella neve. si realizza nella musica. Quando suona  si sente “scivolare dentro la musica”, ne trae linfa vitale per affrontare tutte le  insidie della sua vita. Al Warehouse Angie suona canzoni che non sempre i presenti apprezzano ma  che a lei dicono molto. Olive e Henry vanno spesso  a cenare lì. Lì puoi  incontrare anche Malcom, patetico amante sposato, che  la illude da ventidue anni; Simon ex fidanzato, avvocato frustrato di mezza età alla rincorsa del tempo e forse di amori perduti. Mancato musicista, Simon  “stranamente” si trova a Crosby. Per lei?

Una piccola esplosione

Christopher, figlio unico di Olive e Henry si sposa! Con chi? Con Doctor Sue… A Olive non sta molto simpatica. Il giorno delle nozze Olive deve “indossare” la faccia da mamma dello sposo, ma le pesa molto e allora lascia furtivamente gli ospiti e comincia a girare per casa. O meglio se ne va nella stanza del figlio  a pensare, nel suo bell’abito  fiorato cucito con amore. Suzanne dai tacchi alti conosce Chris il podologo nel suo studio, dove si reca  per un’infiammazione acuta causata dalle scarpe nuove. E dopo sei mesi…patatrac. Il matrimonio. Tragicomico.

 “Il parere personale di Olive è che la vita si basi su quelle che lei considera «grosse esplosioni» e «piccole esplosioni». Le grosse esplosioni sono il matrimonio. I figli, gli amici intimi che ci tengono a galla, ma queste cose nascondono correnti invisibili e pericolose. Ecco perché si ha bisogno anche delle piccole esplosioni: un commesso amichevole da Bradley’s, per esempio, oppure la cameriera del Dunkin’ Donuts, che sa come vuoi il caffè. Sono faccende complicate, davvero.”

Fame

Sono storie bellissime quella di amicizia, amore e complicità di Harmon e Daisy, quella di Nina  ragazza anoressica. Hanno fame d’amore, fame di qualcosa che non hanno ma che non smettono di cercare. Il cibo è solo un pretesto. Nina vuole scomparire e scompare; Olive vuole gonfiarsi come la donna cannone e sparire su su nel cielo, tra le nuvole.

«Mio Dio, adoro i ragazzi» disse Harmon «ci si lamenta già anche troppo di loro. Alla gente piace pensare che il compito delle generazioni più giovani sia quello di mandare il mondo all’inferno. Ma non succede mai, vero? Sono bravi, pieni di speranza, ed è così che dev’essere.»

Una strada diversa

Nonni che parlano di figli e nipoti. Lontani, vicini, come? Olive e Henry si vedono con una coppia di amici che in apparenza sembrano  avere una vita gratificante con figli perfetti. Ma non tutto è come appare. E allora si parla insieme e si scopre di aver tanto in comune, specialmente per quanto riguarda le aspettative sui figli e quello che i genitori possono fare o non fare nella loro vita di adulti. Christopher  aveva preso

“Una strada diversa, e bisognava abituarvisi. Ma la mente, o il cuore, non sapeva quale dei due era più lento in quei giorni, non riusciva a mettersi in pari, e lei si sentiva come un grosso, grasso topo di campagna che si agitava nel tentativo di salire sopra una palla che, Olive lo sapeva, si trovava proprio di fronte a lei  e girava sempre più in fretta, e lei non riusciva a spingere le sue goffe membra frenetiche a salirci sopra.”  

Una “grande esplosione” avviene  in ospedale dove Olive si trova quasi per caso, per costipazione da pranzo abbondante e insolito… Due adolescenti sbandati, tristi e insicuri  la tengono in ostaggio con il dottore che la visitava, l’infermiera e Henry. Una vicenda  allucinante che avrà ripercussioni sull’ esistenza dei Kitteridge  e li obbligherà a riorientare le loro scelte di vita.

Concerto d’inverno.

 “E in quel momento Jane Houlton era felice davvero. Mentre si muoveva appena dentro il suo bel cappotto nero pensava che dopotutto la vita fosse un dono, che uno dei pregi dell’invecchiare fosse la consapevolezza che molti momenti non erano soltanto momenti, ma doni”

Tenero, ironico, disarmante e disarmato, atmosfere Natalizie,  concerto d’inverno, tempo di ricordi e di confessioni tra vecchi coniugi. Il mondo sembra andare in frantumi, ma alla fine del capitolo arriva la carezza consolatoria.

Tulipani

La vita delle persone si sviluppa in un ciclo, e anche quella dei tulipani: si semina, si sboccia, si appassisce, si semina di nuovo.

È il caso  della vita di Olive e Henry. In modo diverso  stanno  vivendo il dolore profondo dell’abbandono del nido da parte di Christopher che alle atmosfere autunnali del Maine preferisce il sole abbagliante della California. Soffrono di solitudine, di  senso di  colpa, di insoddisfazione e provano invidia per quelli intorno a loro che sembravano  avere una vita più felice con i figli  più vicini.

Quando  Olive va a fare visita all’invidiata vicina Louise si rende conto che la vita degli altri può essere anche più dolorosa della sua. E allora  torna a godersi la sua casa, la sua vista sulla collina e pensa che è ora di pensare a piantare di nuovo i bulbi dei tulipani.

“I tulipani sbocciarono in uno splendore ridicolo. Il sole di metà pomeriggio inondava di una grande cascata di luce la collinetta su cui  crescevano, spingendo  fin quasi al bordo dell’acqua. Olive li vedeva dalla finestra della cucina: gialli, bianchi, rosa, rosso vivido. Li aveva piantati a profondità diversi e crescevano in maniera piacevolmente irregolare. Quando la brezza li piegava appena parevano un prato subacqueo di piante magiche, con tutto quei colori che fluttuavano la fuori.”

Cestino da viaggio

Ed, proprietario di un  drugstore  muore all’improvviso. Il giorno del funerale dell’amato marito  Marlene, ex alunna di Olive, viene a sapere che Ed l’aveva tradita con la bella cugina Kerry accolta in casa con amore e simpatia. Marlene è  distrutta. Anche in questa occasione Olive non può fare a meno di pensare al figlio e a come sarebbe stata la sua  vita se lui le fosse rimasto vicino.

Marlene e Ed stavano pianificando un viaggio dopo aver saputo  dal dottore  della malattia. Ed era determinato a farlo quel viaggio, esorcizzava così il pensiero della morte.  In un cestino da viaggio sono raccolti le varie brochure. Merda Olive! Non aveva capito niente…

 “Puoi portarli con te quando vai via? Portateli dietro e buttali via. Insieme al cestino in cui si trovano”.  

Nave in bottiglia

Winnie ha una specie di cotta per la sorella maggiore Julia, nata  da una precedente relazione di Anita. Julie con la sua felpa rossa con cappuccio e il suo corpo indolente da adolescente è mitica! Da imitare. La madre  Anita è bellissima, diversa dalle altre madri. Una modella. Il padre Jim, bidello  e ex alcolizzato sembra un uomo mite con un suo sogno  da “costruire”: una barca in cantina. Una casa strana la loro, specie la stanza da bagno. Julie sta per sposarsi con Bruce. Arriva il giorno delle nozze e accade l’impensabile. L’evento stravolgerà la vita dei due promessi sposi. Ma la vita si può domare. Julie vuole soddisfare la sua fame e lo fa:

“Lo sai che cosa ha detto un giorno in classe la signora Kitteridge?[…]Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi”  

Cosa succede al resto della famiglia? Tutto come sempre, tra frittelle, sogno di una barca costruita in cantina (ma come farà ad uscire?) e tanta frustrazione.

Sicurezza

Finalmente Christopher si è deciso ad invitare sua madre a casa sua. Ora vive a Brooklyn-New York con la nuova moglie, due figli  piccoli che lei ha avuto da due uomini diversi, e uno loro in arrivo. Olive è contenta nonostante si renda conto che l’invito è una richiesta di soccorso-nonna.  Primo volo per Olive, esperienza allucinante e affascinante nello stesso tempo.

L’incontro con il figlio è fantastico, tra silenzi, mezze parole, cacca  pestata e imprecazioni insolite. Si arriva a casa. La casa degli sposi  è un caos assoluto agli occhi della perfettina Mrs Kitteridge. Christopher si rivela man mano sempre più loquace. Sorprendente. La nuora è più simpatica di quanto avesse immaginato. La chiama mamma! Si parlano e si ascoltano. Incredibile.

Esilarante l’impatto con il “ giardino” di cemento.  Parte della casa è affittata a un inquilino bizzarro. Ha addestrato il suo pappagallo a dire frasi ben precise. Si chiama O’Casey. Scatta in Olive un flashback. Sarà parente del “suo” Jim O’Casey? Il collega che la accompagnava e con cui  c’era qualcosa di più di un semplice passaggio a e da scuola.

 “Sei figli. Cattolico. Era un uomo molto alto, Jim O’Casey, e durante le presentazioni c’era in lui una lieve traccia di timidezza[…] Quella sera, mentre usciva dalla scuola nell’aria invernale e si avviava verso il parcheggio lontano dove si trovava la loro auto, con Henry accanto che continuava a chiacchierare, Olive aveva la sensazione di essere stata vista. E prima di allora non si era mai nemmeno resa conto di sentirsi invisibile[…] Non si erano mai baciati.  Non si erano nemmeno toccati, si erano solo passati accanto, molto vicini, mentre andavano nell’ufficio di lui, un minuscolo cubicolo fuori dalla biblioteca: evitavano la sala professori.”  Christopher la riporta alla realtà. No, non è parente del suo Jim  schiantatosi contro un albero  in Crosby, Maine.”

Madre e figlio  finalmente si  parlano, rinfacciandosi tutte le loro frustrazioni, il non detto di anni. Olive lo fa con rabbia e aggressività, Christopher con distacco  e freddezza ,ancora più cocenti.

Fatto, ora Olive può tornare a casa sua più leggera, lasciando Annabella, Taddheus, Cristopher e gli altri  due al loro percorso  psicoanalitico. Ce l’ha messa tutta ad adattarsi alla loro vita, ma inutilmente. L’hanno sistemata nello scantinato bianco e pulito, con bagnetto. Le manca la sua casa. Avevano concordato una settimana, ma più di tre giorni Olive non resiste, l’ospite come il pesce  dopo tre giorni puzza. In aeroporto. accade una specie di farsa. Olive si rifiuta di  togliersi le scarpe, la sicurezza interviene e lei si lascia condurre verso il posto di polizia. Cosa le accadrà?

Criminale

Rebecca ruba una rivista nella sala d’attesa. Vecchio vizietto. Figlia di un reverendo, da bambina  viene abbandonata dalla madre che nel suo peregrinare in cerca della felicità cade nelle grinfie di Scientology. Rebecca non riesce a trovare un lavoro che la soddisfi. È una donna piena di problemi. Da sempre. Al liceo la professoressa Kitteridge aveva intuito qualcosa e spesso le ripeteva” Se hai qualcosa da dirmi, io sono qua”, ma lei passava oltre. Passerà oltre anche adesso? E per andare dove?

Fiume

Olive è ormai vedova da due anni. Incontra per caso  il recente vedovo Jack Kennison da Harvard (antipatico da morire!) che ha un piccolo incidente. Olive lo aiuta e  per un istante torna a dar senso alla propria vita. Aveva già fatto prove di ritorno  alla vita, ma non  ne era uscita contenta.  A chiusura del percorso arriva però una “grande esplosione”. Olive ha raggiunto il giusto livello di saggezza per  godersi ogni  attimo di vita e di  amore. Magari  con l’antipatico, repubblicano Jack Kennison da Harvard..

Conclusione

Cara Lucia, grazie. La serie tv l’avevo quasi dimenticata, il romanzo non lo dimenticherò mai.

“Olive aveva gli occhi chiusi, e la sua anima stanca era attraversata da ondate di gratitudine, e rimpianto. Immaginò la stanza piena di sole. Le pareti accarezzate dai raggi, i cespugli là fuori. Il mondo la confondeva. Non voleva ancora lasciarlo”

Serie Netflix-ALIAS GRACE. Un efficace adattamento del romanzo di Margaret Atwood

 

L’altra Grace (Alias Grace) è una miniserie televisiva canadese diretta da Mary Harron ed interpretata da Sarah Gadon. È basata sul romanzo omonimo di Margaret Atwood del 1996 e adattato da Sarah Polley. La serie è formata da sei episodi. È stata trasmessa su CBC dal 25 settembre 2017 al 30 ottobre 2017, e su Netflix, a livello internazionale, dal 3 novembre 2017…read more-Wikipedia

Dopo aver letto il romanzo mi è venuta voglia di  vedere la serie. Devo dire che mi ha  davvero catturato sebbene molte parti significative del romanzo non abbiano avuto lo spazio giusto, come nel caso degli scambi  epistolari tra i personaggi. Le lettere   aiutano a delineare la fisionomia dei caratteri, a costruire il climax degli eventi narrati, e a creare un’atmosfera “romantica e poetica”. Nella serie è stato concesso alle lettere un piccolo spazio: il letto del dottor Jordan, a mo’ di  coperta… Peccato, ma la sintesi televisiva ha le sue esigenze.

Margaret Atwood ha supervisionato la sceneggiatura garantendo la “fedeltà” non solo alla storia, ma allo spirito di fondo della stessa. Regia sapiente, attrice protagonista perfetta, Sarah Gadon ha mantenuto le ambiguità e la profondità psicologica che Atwood ha voluto  dare al personaggio.

Uscendo dal consueto gioco  del confronto tra le due versioni, quella scritta e quella televisiva, non posso che affermare di aver provato gran piacere nel gustarmi entrambe.

 

A.Camilleri-RICCARDINO. Il conflitto del “Doppio” impera, ma non nella lettura di coppia, su Kindle

riccardino-cop

Che genio sei Andrea! Un genio della gestione di Autori e  Personaggi. Tu e Elvira Sellerio, tua complice nell’ offrire agli affezionati lettori pillole di  piacere, ben dosate negli anni e ormai irrinunciabili. Avete prodotto  sui lettori una dipendenza difficilmente curabile.

Cosa succederà ora che il principio attivo  non è più disponibile? Cosa succederà a noi vecchi drogati, dopo aver letto e riletto  le gesta di Salvuccio Montalbano e averlo visto  nel suo alias Zingaretti-Riondino per l’ennesima volta? Non lo so.

So con certezza che il principio attivo si rigenererà per i  futuri Lettori, rendendo anche loro convintamente Montalbaniani.

A proposito di Lettori, chiedo scusa a chi non ama leggere su Kindle, ma su questo dispositivo si può davvero fare un’ interessante esperienza di “lettura di coppia”. L’ abbiamo fatta Stefano ed io con Riccardino. È bello scambiarsi opinioni e notare che spesso quello che colpisce uno  non viene notato dall’altra, e allora si aggiunge sapore a sapore e tutto diventa più gustoso. credetemi. A qualcuno di voi è successo?

Ma torniamo a Riccardino, ultimo figlio di un padre prolifico. Chi se l’aspettava un romanzo così? Senza anticipare nulla sugli esiti dell’indagine, non posso non parlare della struttura di questo ultimo lavoro del Maestro. Un’invenzione degna dei grandi romanzieri  classici.

montalbano zingaretti

All’ improvviso, nel bel mezzo della storia che ruota intorno all’ assassinio di  Riccardino sciupafemmine, spunta l’Autore, intrusivo come non mai, che dialoga con Montalbano e interferisce prepotentemente nell’ indagine. Il nostro commissario sembra stordito da questa presenza inaspettata.

Il dottor Riccardo Lopresti, direttore di banca ha tre amici del cuore e per lo meno tre donne, mogli degli amici, che a turno  soddisfano i suoi insaziabili appetiti sessuali. Qualcuno decide di farlo fuori.

Delitto passionale? Forse, è la soluzione più semplice. Pratica chiusa. Delitto di mala legato al suo lavoro di direttore di banca e alla sua natura di amante degli intrighi? Forse. Più difficile da dimostrare, pratica aperta e complicata assai.

Assaggi

 Anche Camilleri affronta il  Doppio-Montalbano Tv vs Montalbano romanzo-
“E cioè che mentri che per doviri d’ufficio reciti un certo pirsonaggio, per confunniri la testa di chi stai ’ntirroganno, tu, nello stisso tempo, ti osservi, ti consideri, ti giudichi, t’apprezzi o no. Sei contemporaneamenti attori e spettatori di quello che stai facenno. E quindi, se hai recitato bene la parti, l’autro Montalbano, quello che assistiva al tiatro, ti fa i complimenti. E tu ti nni compiaci, propio come un attori si compiace dei complimenti che il pubblico gli fa. Prima ’sta camurria di sdoppiamento non ti era mai capitata, la facenna è accomenzata quanno le storie che hai contato all’Autore sono state trasmesse in tv.”

Una gara persa“Sei stato contagiato, Montalbà. Senza volirlo, hai principiato ’na gara tra te e l’attori, ecco tutto. Ma vedi, è ’na gara inutili e impari, pirchì mentri che la tilevisioni avi milioni di spettatori, tu hai sulo a tia stisso. E l’attori sarà sempri cchiù bravo di tia per almeno dù raggiuni: la prima è che l’attori sapi quello che sta per succidiri mentri che tu sei sempre costretto a ’mprovisari, la secunna è che lui ha studiato da attori e tu da commissario. La vuoi sapiri qual è l’unica, Montalbà? L’unica è che quanno trasmettono il programma che porta il nome tò, tu astuti la tilevisioni, nesci di casa e ti nni vai al ginematò a vidiri Paperino.” 

Il Vescovo Partanna e Pirandello «Volevo conoscerla di pirsona pirsonalmenti come direbbe Catarella» attaccò il pispico con un surriseddro. «Sa, ho letto i libri che sono stati scritti su di lei e ho visto anche qualche puntata in televisione. Non male. Ma una cosa è un personaggio e una cosa è una persona».”

Il ricordo della mamma, come fruscio di spighe al vento“Ma di subito gli vinni un pinsero: se arrinisciva a ristari vigliante, sicuramenti avrebbi viduto a sò matre. Di lei non s’arricordava nenti, tranne ’na speci di luci biunna ’n movimento, come le spiche di frumento quanno supra ci batte il soli, e delle spiche di frumento cataminate dal vento faciva lo stisso fruscio liggero liggero.”

Il triciclo con il morto, che corsa! si misi a curriri col triciclo nei vialetti del camposanto chini di genti e ’ncontrò a ’na quantità di picciliddri come a lui che jocavano coi regali che gli avivano portato i morti: monopattini, atomobili a pidali, trenini, fucili, aeroplanini, bambole. E si chiamavano, arridivano, si passavano di mano i regali, cangianno il jorno dei morti in un jorno di festa.”

Riccardino bravo figliolo«Vede, Riccardino era un cittadino esemplare, un cattolico osservante, voleva apparire inappuntabile in tutto, temeva sempre di essere criticato o di dare motivo a maldicenze. Così invece tutto restava, come dire, in famiglia».”-

Montalbano invecchia male-“Le tue indagini non sono più quelle di una volta. Sei troppo spesso incerto, vago, contraddittorio e perfino divagante. Tiri di continuo in ballo il problema della vecchiaia imminente, mentre io so benissimo che si tratta di un alibi per coprire le tue troppe indecisioni.”

BORGEN-Focus sulla Politica e sulla Stampa, in Danimarca “paese frugale”. Il Potere nelle Serie TV.

borgen-poster-1-384x576

Borgen mi ha catturato.  La serie danese è in onda dal 2010, ma gli argomenti trattati sono più che mai attuali. 

Birgitte, la protagonista,  è la prima donna a ricoprire il ruolo di Primo Ministro  di Danimarca. Intorno a lei e su di lei si scatena una tempesta di eventi personali e pubblici che trasformeranno il suo paese e la sua vita, nonostante lei cerchi con determinazione di  mantenere tutto sotto controllo. Lotta impari.

Birgitte è un’idealista guidata dal pragmatismo tipico  delle donne che credono in ciò che fanno, ma che sanno  capire quando  si deve ricorrere alla mediazione. Questa sua capacità la rende una politica di successo.

Si sa bene che la politica è il regno dell’imprevedibile reso possibile. Si deve essere sempre pronti a cambiare repentinamente, a riposizionarsi, a mettersi in discussione, mantenendo  viva la spinta ideale che ha ispirato  la scelta di fare della politica una professione. 

helle-thorning-schmidt-300x187
E lei, Helle Thorning-Schmidt, è la vera Premier eletta nel 2011 dai Danesi. Fonte d’ispirazione per Birgitte? da approfondire.

Accanto al Primo Ministro sgomitano poteri più o meno occulti.  La stampa e la comunicazione si delineano come motori fondamentali del successo, o dell’insuccesso. La figura dello Spin Doctor  assume un ruolo  preponderante e fa capire molto bene  come la comunicazione, l’organizzazione di tempi e spazi in cui il PM deve muoversi, le persone da incontrare, gli abiti da indossare, siano fondamentali nella costruzione di una carriera politica. Birgitte si affida ad un uomo nella fase del massimo successo  (il problematico Kasper)  e a una donna (Katrine, famosa giornalista), nella fase della “risalita”.

Ogni episodio sviscera un aspetto della vita quotidiana dal punto di vista del Borgen o  del Potere. Quali leggi saranno utili al cittadino, i confini della stessa, le alleanze giuste per approvarla, gli avversari da neutralizzare.

Mi ha colpito tutto il discorso dei finanziamenti ai partiti  e dell’atteggiamento  dei Danesi verso i  partner Europei. I pregiudizi  e gli stereotipi sui paesi del Sud Europa sono sempre lì, per non parlare di come viene considerata l’Italia!

Ma in fondo se non  sapessimo che la serie è danese, che siamo a Copenaghen, nel profondo Nord dell’Europa, potremmo  rintracciare nella società, nei partiti e nei  politici che si affannano tra intrighi e sotterfugi, i nostri rappresentanti  nei palazzi del potere ,  e  molti nostri blasonati giornalisti.

Tutto il mondo  è paese, frugale o meno.

paesi frugali
Paesi Bassi, Danimarca, Svezia e Austria sono i cosiddetti “paesi frugali”

La serie in breve

Borgen (Danish pronunciation: [ˈpɒˀwn̩]) is a Danish political drama television series created by Adam Price. It tells how Birgitte Nyborg, a minor centrist politician, becomes the first female Prime Minister of Denmark against all the odds. Borgen, literally “The Castle”, is the informal name of Christiansborg Palace where all three branches of Danish government reside: the Parliament, the Prime Minister’s Office, and the Supreme Court, and is often used as a figure of speech for the Danish government.

Adam Price is the co-writer and developer of the series, together with Jeppe Gjervig Gram and Tobias Lindholm. Borgen is produced by DR, the Danish public broadcaster which had previously produced The Killing. The series stars Sidse Babett Knudsen as Birgitte Nyborg Christensen; Birgitte Hjort Sørensen as Katrine Fønsmark, a TV1 news anchor; Pilou Asbæk as Kasper Juul, a spin doctor; Søren Malling as Torben Friis, news editor for TV1; Mikael Birkkjær as Birgitte’s husband, Phillip; and Benedikte Hansen as Hanne Holm, a journalist. Wikipedia- read more

A.Gimenez-Bartlett-SERPENTI NEL PARADISO. L’Ispettrice Delicado arriva su Sky, con Paola Cortellesi

sellerio bartlett serpenti

“Cari amici, la nostra Petra Delicato arriva in tv!
Paola Cortellesi sarà il volto della detective di Barcellona più famosa al mondo, personaggio creato dalla penna di Alicia Giménez-Bartlett. Ironica, dura e sarcastica Petra si ritrova catapultata in prima linea a risolvere dei casi di omicidio e di violenza, assieme al viceispettore, poliziotto vecchio stampo prossimo alla pensione, ricco di saggezza umana e di grandi intuizioni.
Ecco il trailer, buona visione! ” Sellerio Editrice

 

“Quella mattina scoprii che mentre noi comuni mortali passiamo la vita a rovistare fra le miserie umane, altri si trovano comodamente insediati nella più completa felicità. In quale altro modo si poteva interpretare il quadretto che mi si parò davanti al caffè dell’ Avenida Diagonal dove mi aveva dato appuntamento Mercedes Enárquez?

Fin dal mio ingresso nel locale mi sentii inebriata da un aroma gradevolissimo: croissant appena sfornati, lieve sentore di sigarette light e un raffinato bouquet di profumi costosi. Era come entrare in un morbido letto dalle lenzuola di seta. Anche le sensazioni uditive erano puro relax: mormorii, qualche risata a bassa voce e una discreta musica d’ambiente…”C.5/142

Già dalla copertina di Serpenti in Paradiso  veniamo catapultati nell’ atmosfera frenetica di una Barcellona in fervida attesa del papa. La storia, ambientata nel quartiere Paradis, suburb alto borghese della città con belle case, ciascuna con una targa e un nome di fiore (paradisiaco davvero!), si svolge accompagnata dai preparativi per la visita del Sommo Pontefice.

Petra  è direttamente coinvolta, per garantire la sicurezza dell’ “idolo delle folle”… Stimolantee divertente  il rapporto con il cardinale Delli Martiri. Che duetti tra l’alto prelato e la miscredente Petra!

Ma il libro è un noir, dal  titolo bello e ricco di implicazioni e suggestioni. E allora dove è il delitto? dove il colpevole? quale il movente? chi investiga e come? 

L’autunno arriva inesorabile anche a Barcellona. Al ritorno dalle sue vacanze di quiete e fresco, nei laghi svedesi e nel sogno/attesa di vedere le anatre trasmigrare, l’ispettrice Petra Delicado, ancora tra le nuvole  e con negli occhi e nel cuore le tranquille lande nordiche, è chiamata a risolvere  un omicidio eccellente.

viale del tramontoUn avvocato, giovane, ricco, alto, biondo e bello, con moglie ricca e famiglia super, viene trovato morto accanto alla piscina della sua casa (il giudice suggerisce: scena da Viale del Tramonto, tra Billy Wilder e Gloria Swanson!) dove, la notte stessa del delitto, si sta svolgendo un party tra amici: tre coppie bene della capitale catalana. L’indagine comincia tra un mare di lacrime e di sconcerto. Nelle case e nelle vite dei protagonisti tutto è in  perfetto ordine, come nella pubblicità di qualche merendina famosa, eppure, dietro l’ apparenza dorata, “serpeggia” il male.

Gimenz-Bartlett non ci risparmia nulla: malati di Alzheimer; crisi coniugali; crisi esistenziali di donne in cerca della propria dimensione privata e sociale; vedove e zitelle di mezz’età allegre e ricche; immigrati più meno regolari; faide gitane e poliziotti trasandati; giudici cinefili; lotta con la solitudine, siparietti godibili con intrusioni nel privato della “gente di legge” ed altro ancora.

A ben guardare, già dalle prime battute dell’indagine è possibile cogliere dei particolari che aiutano  a svelare il mistero.
Il romanzo è un’ulteriore prova della grande capacità descrittiva di Gimenez-Bartlett e del sapiente studio della psicologia del personaggio femminile. La descrizione del mondo delle collaboratrici domestiche fa tornare alla mente Una stanza tutta per gli altri.

È piacevole anche il tono ironico di Petra verso tutto ciò che riguarda la religione e, soprattuto il clero. A tratti la scrittrice  indugia sui processi psicologici dell’ispettrice, ma nonostante ciò il romanzo ha un bel ritmo e si fa leggere con piacere. La narrazione in prima persona contribuisce all’effetto

A. Dumas Fils-LA SIGNORA DELLE CAMELIE. Margherita, Manon, Violetta, Camille e Giuseppina. Cinque donne un solo protagonista: l’Amore.

wp-15920688216412920580805710924677.jpg

Margherita Gautier è figlia del suo tempo, come lo è Alexandre Dumas Fils e di una cultura maschilista e sessista dura a morire.
Aggiungiamo Giuseppe Verdi? Si, anche se diverso appare il suo atteggiamento nei confronti di Violetta-Traviata. Alcuni  esperti avanzano l’ipotesi di una forte influenza del suo rapporto extraconiugale con Giuseppina Strepponi sulla storia e sul personaggio. Scriveva Verdi a suo suocero Antonio Barezzi:  

“Io non ho nulla da nascondere. In casa mia vive una signora libera, indipendente, amante come me della vita solitaria, con una fortuna che la mette al coperto da ogni bisogno…” ( Irene Bignardi- Introduzione al romanzo di Dumas).

Il denaro è protagonista scomodo e urticante di La signora delle camelie, quasi soffocante nella sua presenza ossessiva. Tutti ne sono schiavi. Inevitabilmente, anche la vita e le scelte di Margherita sono condizionate dal bisogno di danaro, da qualunque parte esso provenga: dal duca primo contributore, da Armand l’innamorato, dal conte G. innamorato senza speranza, da amanti occasionali, dalla s-vendita dei mobili. Una “mantenuta ”, parola orribilmente ipocrita e sessista, ha una ritualità socio-economica da rispettare, per stare “sul mercato”.

Garbo-Margherita Gautier

Margherita ha conosciuto molti uomini nella sua vita, ma si innamora solo di Armand Duval, giovane rampollo di una famiglia benestante e tradizionale. Laureato in legge, non esercita, insomma non lavora, ma dispone di una buona  rendita non sufficiente tuttavia a “gestire” una mantenuta dispendiosa come la Gautier.

A meno che i due giovani non decidano di stravolgere la loro vita, in nome di un amore assoluto.  Ma all’inizio della loro storia Margherita detta alcune  condizioni:

“Però vi avviso: voglio essere libera di fare tutto quello che mi parrà, senza darvi la minima spiegazione sul mio operato. Da molto tempo cerco un amante giovane, senza volontà, innamorato senza diffidenza, amato senza diritti. Non sono mai riuscita a trovarlo. Gli uomini invece di essere contenti che si conceda loro ciò che una volta non avrebbero neppure sperato, chiedono conto alla loro amante del presente, del passato e perfino dell’avvenire. Via, via che si abituano a lei, la vogliono dominare, E se si da   loro tutto quello che pretendono, diventano sempre più esigenti. Se mi deciderò a prendere un nuovo amante, voglio che abbia tre qualità, rarissime: che sia fiducioso, sottomesso  e discreto”. p.106

Le ragioni di un buon padre di famiglia spiegate al figlio scapestrato

Ma questa “relazione non s’ha da fare”, pensa convinto Duval padre, e si mette in movimento per bloccarla immediatamente. Prima con la prepotenza poi, colta la sensibilità di Margherita, con la dolcezza di un padre che ha a cuore la felicità del figlio, e della figlia promessa sposa ad un giovane perbene, la cui famiglia minaccia di rompere il matrimonio se l’ oscena relazione con la mantenuta va avanti.

“Che abbiate un’amante, va bene, che la paghiate come un galantuomo deve pagare l’amore di una mantenuta, va ancora meglio; ma che per lei dimentichiate le cose più sacre, che permettiate che l’eco della vostra vita scandalosa attivi fino alla mia lontana provincia e getti l’ombra di una macchia sul nome onorato che vi ho dato, ecco quello che non può essere, ecco quello che non sarà.” p.188

Margherita cerca il “riconoscimento” sociale, forse l’espiazione e dunque si sacrifica. Rompe bruscamente con Armand e torna alla sua vita sciagurata che la porterà dritta dritta alla morte.

E il giovane Duval? Impazzisce dal dolore. Fugge da Parigi e dai ricordi. Quando torna il dramma è compiuto. Margherita è morta. Ora si rende necessario un ultimo gesto che lo aiuti a rielaborare il lutto. Qui entra in campo Alexandre Dumas fils.

AVT_Alexandre-Dumas-fils_5015

Dumas ha ventitré anni quando scrive il romanzo. Conosce indirettamente o direttamente il mondo di cui sta parlano e sfrutta questa sua conoscenza, trasformando in efficace stratagemma narrativo la vendita all’asta dei beni di una mantenuta morta in miseria. Anch’egli partecipa e acquista un libro ad un prezzo decisamente superiore al suo valore effettivo, trascinato da un impulso sconosciuto e incontrollabile. Si tratta di Manon Lescaut, una storia simile a quella di Margherita. Scopriremo in seguito il ruolo di questo libro nella storia.

jgarcia37217357-valencia-2017-cultura-pera-traviata-ensayo-general170210103041-1486719213205

Dall’incontro con Armand prende forma la storia  della signora delle camelie, fiore tanto amato dalla nostra eroina. Comincia con un evento quasi gotico, nel cimitero dove è sepolta Margherita e va avanti con il diario dettagliato del loro amore disperato.

A tratti la narrazione diventa  romanzo epistolare e si impregna della  magia del gesto fisico della scrittura, della penna tra le mani, della calligrafia sempre più incerta,  man mano che la malattia si fa più grave. E la lettura si fa più coinvolgente.

Le ragioni di una lettura

Tutta colpa delle connessioni. Le adoro. Per caso ho letto e guardato  la Traviata di Giuseppe Verdi,  con la regia di  Sofia Coppola; per caso, riordinando la libreria, mi sono imbattuta nell’edizione Tascabili Economici Newton del romanzo; volutamente sono andata a cercare in rete Camille di George Cukor, con la magnifica Greta Garbo.

Inoltre, avevo di recente “incontrato” Dumas in Garibaldi. Volevo rincontrarlo, ventitreenne alle prese con una storia così peculiare. Così è scattato il bisogno di leggere La signora delle camelie.

La storia  mi ha spinto a chiedermi che tipo di lettrice io sia,  se sia giusto trasferire o ricercare in ogni libro che leggo il mio mondo di valori, i miei pregiudizi, le mie simpatie e antipatie politiche e sociali.

Questo  libro  mi ha a tratti annoiato e  infastidito, ha fatto scattare in me un click femminista fuori luogo. Ma tant’è. In ogni caso sono contenta di averlo letto e in fondo mi è piaciuto, forse proprio perché in un certo senso mi ha “disturbato”.

Connessioni musicali e cinematografiche

La Traviata di Giuseppe Verdi-Regia di Sofia Coppola-RAIPLAY

Camille 1936 George Cukor con Greta Garbo

Manon Lescaut di A.F. Prévost 1731- In versione “muto + didascalie”-Sorprendente