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Sono riuscita finalmente a visitare la mostra L’ARTE CHE DISARMA,  che Artedonna, collettivo artistico della Casa delle Donne di Padova ha organizzato presso il Centro Culturale San Gaetano di Padova. La compagnia di  mia figlia Stefania rende tutto più interessante e  coinvolgente. Nella comunità andalusa, in cui vive ormai da anni, ha amiche e amici dal mondo, anche palestinesi, con cui condivide esperienze e attività a sostegno delle popolazioni più fragili e sotto attacco dei potenti del mondo. La mostra ci offre lo spunto per guardare gli orrori della guerra e le suggestioni della pace dal punto di vista di artiste provenienti da zone dove sono in atto conflitti di vario genere.

Laura Bettini, una delle ideatrici del progetto, presenta la mostra nella Newsletter della Casa N. 70 di Ottobre 2025  

“Nella stagione di crudeltà disumana che sta attraversando il pianeta, all’interno del collettivo Artedonna abbiamo condiviso il senso di orrore e d’ impotenza che sta toccando ognuna e ognuno di noi. Abbiamo pensato che l’arte potesse rappresentare un palcoscenico dove manifestare la resistenza di chi non vuole rassegnarsi a un destino di guerra e di violenza e stiamo quindi lavorando da alcuni mesi all’organizzazione di un’esposizione di opere di artiste provenienti da alcuni dei paesi in guerra. L’intenzione è quella di ribadire che il genere femminile, preposto a creare la vita attraverso il proprio corpo, desidera stare lontano dalla follia omicida che periodicamente attraversa i popoli distruggendo esistenze, abitazioni, aziende e intere economie. Lontano dagli istinti predatori e di sopraffazione che generano le guerre. Le donne, ne siamo convinte, insieme ai tanti uomini non violenti, saranno il motore di un possibile cambiamento epocale. Con questa mostra vogliamo dare il nostro piccolo contributo a questa visione.”

Il percorso espositivo conferma questa visione. Siamo impressionate dalla SMISURATA FERITA, una grande “tovaglia bianca” attraversata da una lunga linea di punti rosso sangue. E una brocca con acqua trasparente, simbolo di purezza e rinascita. Ci colpisce MARTIRI PER BOCCONI DI VITA di Ola AL-Sherif, la bilancia che pende decisamente dalla parte del pane rispetto al carico d’oro luccicante sull’altro piatto.

E poi incrociano i nostri corpi la grande installazione con il mondo ferito e fasciato di bianca garza (Intrecci opera di Laura Bettini, Betta Nalon e Maria Teresa Cazzaro), i ritratti di donne iraniane dagli occhi parlanti (Opere di Nahid Kaleg – Iran), quelli di Tatiana Romanova (Russia) e di Yasmine FM Aljarba (Palestina), gli abiti tradizionali dell’Ucraina, raccolti da Ivanna Ososkalo nella “Cassapanca di Ivanka” ), paesaggi teneri e innocenti (Opere di Tetiana Zelinska- Ucraina).

Le guerre continuano ad essere l’arma privilegiata di conquista e di potere dei dittatori mondiali, nuovi e antichi “dottori Stranamore”. Le donne per loro natura potrebbero risolvere i conflitti, essere portatrici della fiaccola della pace, illuminare cuori e menti. Riusciranno ad invertire la rotta? La bellezza salverà il mondo? L’ arte femminile è l’arma giusta per far rinsavire i vecchi folli, assetati di potere, oppressi dalla paura della morte, dell’ impotenza senile e dell’ illusione che la violenza e la guerra li farà tornare giovani virgulti?  

E chi lo sa. Diverse sono al momento le donne al comando in vari paesi, troppo poche e ancora troppo ininfluenti. In ogni caso tutte dobbiamo continuare a farci sentire, a cercare di portare in primo piano politiche di pace e uguaglianza ispirate al dialogo e alla condivisione. Dobbiamo farlo senza farci affascinare dal modello maschile di dominio e prevaricazione che sta dilagando nel mondo.

Oggi 6 Gennaio  2026 la mostra chiude…Siete ancora in tempo per lasciarvi stupire!

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