Robert Kennedy e Ascanio Celestini tra PIL, BES e Deficit
Ormai da qualche anno, un vivace dibattito corre sui Media e tra addetti al lavoro e non, su vantaggi e svantaggi del PIL (Prodotto Interno Lordo), in un’economia moderna.
Il progetto per misurare il benessere equo e sostenibile [BES] – nato da un’iniziativa del Cnel e dell’Istat – si inquadra nel dibattito internazionale sul cosiddetto “superamento del Pil”, stimolato dalla convinzione che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non debbano essere solo di carattere economico, ma anche sociale e ambientale, corredati da misure di diseguaglianza e sostenibilità. Questo sito offre strumenti d’informazione sul progetto e consente a cittadini, istituzioni, centri di ricerca, associazioni, imprese di contribuire a definire “che cosa conta davvero per l’Italia”.
La crisi galoppante tiene la questione in primo piano. Bisogna cambiare ottica e introdurre, accanto ai descrittori di tipo quantitativo, quelli di tipo qualitativo, ovvero quelli che non producono un effetto immediato e diretto di tipo economico, ma che influiscono sostanzialmente sul benessere delle persone ovvero sulla qualità della vita nel paese.
Forse esiste una relazione tra quello che diciamo parlando del nostro paese, quando siamo all’estero e confrontiamo le due realtà e i due modi di vivere:
” In Italia ciò che vale è la qualità della vita”.
Forse, inconsciamente, stiamo pensando alle 12 dimensioni del benessere, analizzate dal CNEL? Se ne può parlare… Intanto elenchiamole, per uno sguardo d’insieme:
Salute Istruzione e formazione Lavoro e conciliazione tempi di vita Benessere economico Relazioni sociali Politica e istituzioni Sicurezza Benessere soggettivo Paesaggio e patrimonio culturale Ambiente Ricerca e innovazione Qualità dei servizi
In attesa di approfondire il tema, godiamoci il significativo discorso di Robert Kennedy sul PIL (Gross National Product)
e, per sorridere sarcasticamente, seguiamo il monologo di Ascanio Celestini su PIL, deficit e altro…