
Chi di noi non si Ú lasciato affascinare da qualche capo di vestiario? Chi di noi non prova un brivido di piacere quando ricorda un abito, un paio di scarpe, una sciarpa, un cappotto e li associa a momenti importanti della propria vita? E persino della vita di altri?
Producono questo effetto i dodici racconti che Adriana Ferrarini ha raccolto nel prezioso ed elegante libretto bianco, alleggerito dal soffio dellâabito in copertina, disegnato da Luisa Bertocco.
La storia dei capi di abbigliamento, protagonisti di queste storie âessenzialiâ, attraversa la storia delle nostre comunitĂ che prendono forma nel tempo, tra cappelli con le piume, cappotti rovesciati, accappatoi bianchi e avvolgenti, odiati grembiuli di scuola neri e goffi, eskimo rivoluzionario dalla vita breve, sete liquide, visoni che â anche al buio irradiano caloreâ, montoni âviaggiatoriâ, lussuosi smoking, scarpe voluttuose dai tacchi altissimi che aiutano la donna che li indossa a sentirsi piĂč alta, ma che la fanno soffrite tanto, fino al punto di rottura e di caduta tra le braccia di un principe slavato, stempiato e inutile.
Lâultimo racconto Ăš âbiblicoâ e ci riporta alle origini dellâumanitĂ . Al ruolo della cura nella vita delle persone. Come nella fiaba che ha ispirato lâautrice: I Cigni selvatici di H. C. Andersen. Undici tuniche dâortica, tessute con amore da Elisa, in segreto e su istruzioni della fata Morgana, per salvare i suoi fratelli dallâincantesimo malefico che li aveva resi uomini di notte e cigni di giorno.
I dodici racconti divertono, e nello stesso tempo spingono alla riflessione, fanno da specchio a noi e alla nostra storia.
Leggeteli e sicuramente ritroverete qualcosa di voi e del vostro rapporto con i âvestiti selvaticiâ che sfidano il tempo e le contingenze.
E se volete parlarne con l’autrice…

leggi anche La Newsletter n. 74 casa delle Donne Padova
