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Propositi di lettura- G. Groddeck-IL LIBRO DELL’ES. Lettere di psicoanalisi a un’amica.

L’evidente contraddizione tra i ritmi rallentati dell’Autunno e la frenesia da Covid19 mi spinge ad una lettura riflessiva e prolungata, Il libro dell’Es di Georg Groddeck. L’ho tirato giù dalla libreria delle figlie, forse della psicologa Patty o dell’architetta Stefy? Più probabile della prima, Chiederò alla prossima videochiamata Europea!

Prevedo un tempo lungo di lettura. Tutto quello che sentirò necessario per sprofondarmi nelle lettere di Patrick Troll all’amica. Ci risentiremo per la recensio-riflessione.

 

J. Saramago-SAGGIO SULLA LUCIDITÁ. Dopo la catastrofe della”cecità/covid19″ c’è bisogno di “lucidità”. E ancora a proposito di elezioni.

saggio sulla lucidità-Saramago

Trama

I risultati delle elezioni amministrative in una capitale senza nome di un paese, anch’esso senza nome, mostrano l’insolita preferenza dei cittadini (oltre il 70%) per le schede bianche. Il governo del paese, retto da un non meglio specificato p.d.d. (partito di destra), che si contende il potere con il p.d.m. (partito di mezzo) e il minoritario p.d.s. (partito di sinistra), decide di far spiare i cittadini dalla polizia e di indire nuove elezioni, annullando le precedenti. Nonostante i metodi molto duri e repressivi, la polizia non riesce a scoprire nulla di nuovo, non c’è nessuna traccia dell’organizzazione criminale e sovversiva cercata dal governo, e le nuove elezioni danno un risultato ancora più sorprendente: l’83% delle schede scrutinate risulta essere composto da schede bianche.

Visti i pochi progressi delle indagini, il governo decide di auto-esiliarsi e di porre la capitale in stato d’assedio, ritirando ogni traccia delle istituzioni centrali, comprese le forze di polizia, eccetto per quel che riguarda elementi che hanno il compito di scoprire le cause di quanto avvenuto. Ben presto…Wikipedia

“Ordine signora, ordine!”

“Ordine signora, ordine!” Disse l’impettito generale alla giovane signora seduta al tavolo di Burraco, in un indimenticabile albergo sul mare, al cospetto di un tramonto altrettanto indimenticabile. Il Generale pretendeva che le carte fossero disposte in bell’ordine, senza confusione visiva e mentale, con lucidità.

L’ ordine nelle mosse della signora, o il mancato ordine, si trasferisce a questa scelta di lettura. Volendo cominciare a scoprire Saramago, cosa fa la signora, ormai ahimé non più giovane ma sempre appassionata di burraco? Comincia dal romanzo che viene dopo, con lucidità.

 

Premonizioni. Il romanzo inizia sotto la pioggia…

“ tempo pessimo per votare, si lagnò il presidente di seggio della sezione elettorale quattordici dopo aver chiuso violentemente il parapioggia inzuppato ed essersi tolto un impermeabile che ben poco gli era servito nell’affannato trotto di quaranta metri da dove aveva lasciato l’auto fino alla porta da cui, col cuore in gola, era appena entrato.” (p.11) 

 

notte di pioggia a Parigi

 

Un romanzo “fiume”

Nel romanzo fiume, senza nomi né luoghi, si intrecciano flusso di coscienza/stream of consciousness, dialoghi giustapposti a descrizioni, incursioni del narratore onnisciente, riflessioni e spiegazioni, in  un bellissimo caleidoscopio di parole, idee pesanti, sebbene raccolte in nuvole svolazzanti e imprendibili, nel sogno come nella realtà. La percezione soggettiva e figurata del tempo colpisce l’immaginazione del lettore.

“…sarebbero trascorsi i tre giorni che mancavano per completare il termine, martedì, mercoledì, giovedì, tre fogli di calendario che stentavano a staccarsi dalla cucitura della mezzanotte e che dopo restavano quasi appiccicati alle dita, trasformati in una pasta glutinosa e informe di tempo, in una parte molle che gli resisteva, ma nello stesso tempo lo risucchiava al suo interno.” (263)

La tensione narrativa è tangibile, non si lascia intimorire dalle difficoltà del discorso complesso, anzi, si alimenta delle suggestioni che il flusso narrativo contiene, tra le righe.

scheda001

Il romanzo fa rivivere le atmosfere preoccupanti e distopiche di 1984, di George Orwell, in un non-luogo, capitale di un ipotetico paese contemporaneo, dove accade, ancora una volta, l’impensabile: l’83 % dei cittadini vota scheda bianca.  Quattro anni prima, un altro evento epocale e inspiegabile aveva gettato il paese nella tragedia civile e politica, a causa della improvvisa e dilagante cecità collettiva.

I “Biancosi” scelgono di votare scheda bianca e i governanti decidono di risolvere questo “problemino elettorale” adottando misure  drastiche, che lentamente, gradualmente e inesorabilmente, attraversano tutte le fasi tipiche dei processi dittatoriali: dallo stato d’assedio della capitale, fino all’accentramento dei poteri nelle mani di un gruppo sempre più ristretto di politici.

Il risultato rivoluzionario delle elezioni diventa terrorismo, sebbene la Costituzione preveda il voto segreto, le schede bianche o nulle e l’ astensione.

I governanti e il Presidente della Repubblica non si lasciano neanche sfiorare dall’idea che il risultato delle elezioni possa essere la conseguenza logica della loro gestione politica sconsiderata, sostenuta, più o meno direttamente, dal Partito di Mezzo,  dal Partito di Destra e  dal Partito di Sinistra.

Chi è il cieco? Chi è capace invece di analizzare con lucidità gli eventi? E i cittadini? Cosa fanno? Perché? La capitale sotto assedio sembra comunque tranquilla, non succede niente, anzi, la città lasciata a se stessa, senza polizia, senza politici, senza palazzi pullulanti di politicanti, portaborse, faccendieri e roba simile, sembra quasi respirare un’ aria nuova, più pulita.

Pdm, Pdd e Pds sono sigle che richiamano alla mente sia le sferzanti arringhe politico-populiste del rappresentante di un certo movimento stellato, che il coinvolgente sarcasmo teatrale di Ascanio Celestini. Sono sigle che richiamano alla mente decisioni non prese, giochi di potere per lo meno ambigui, mancanza di sapienza e di discernimento. Ottusità e cecità.

 

 

Capro espiatorio

“Bisogna trovare i responsabili dell’affronto!”

E allora, ci vuole un capro espiatorio,  è la soluzione più immediata e facile. Grazie anche alla collaborazione spontanea del primo cieco, ne affiora uno perfetto dal disastro di quattro anni prima. I poteri si attivano per acciuffarlo.

Il commissario che viene incaricato di questa indagine delicata e ambigua pensa o spera di racchiudere in sé i più famosi eroi del genere, da Poirot, a Sherlock Holmes, al Marlowe di Chandler, a Bogart con il suo impermeabile e il suo cappello, a Maigret. Lo accompagnano due assistenti, un ispettore e un agente semplice (Goodwin? Hastings? Watson?).

SaramagoSaramago non risparmia nessuno: cittadini, politici, giornalisti. Quante manipolazioni affollano questa storia! Tutte e sempre a scapito della verità e della semplicità. Tutte volte a creare un complice stato di paura e ad alimentarlo per biechi fini di opportunismo politico e di potere.

La lingua e i linguaggi diventano strumenti duttili, malleabili e a volte nauseabondi, sulla bocca e sulla penna di chi li usa.  Ma non sono una cosa seria! Se non fossero tragici li si potrebbe definire ridicoli.

pulcinella di mare-puffinFanno sorridere amaramente le conversazioni in codice tra il commissario in missione e il ministro degli interni, pulcinella di mare l’uno e albatro l’altro. Con una certa autorironia lo riconosce anche il commissario/Pulcinella di mare!

 Nell’appartamento di copertura degli agenti, sede di un’assicurazione “provvidenziale”, tutto è ”griffato”: lo stemma della polizia è su tutti gli indumenti forniti, il pigiama, la vestaglia, l’accappatoio e persino le pantofole! Temono una crisi d’ identita? Mah! Forse non hanno poi tutti i torti, a giudicare da cosa succederà dopo.

Liucidità-cloud

Il racconto dei sei superstiti della cecità di quattro anni prima è quasi un tuffo dentro Rashomon (Akira Kurosawa, 1950). Ciascuno racconta, dal proprio punto di vista, la storia vissuta dal gruppo.

Conclusione

Chi volesse “confortarsi o arrabbiarsi” per la ripetitività e prevedibilità della Storia e della Politica, deve leggersi questa intensa storia civile. Non propone un lieto fine consolatorio, anche se a tratti alimenta la speranza che si verifichi, ma ci aiuta a guardare e a interpretare con maggior lucidità tutto ciò che ci sta accadendo intorno e che presenta molti tratti in comune con gli eventi narrati in questo no-place, no-time, no-names but anywhere.

Il Libro di Ottobre

Ottobre è dedicato  a Gomorra di Roberto Saviano. alle  sue campane del risveglio, della scossa e del ricordo, alla sua “lama della scrittura “, tagliente. Richiamo forte al nostro essere  “animali sociali consapevoli”.

A presto  il mio commento!

P.Høeg- IL SENSO DI SMILLA PER LA NEVE. Ghiaccio, mistero…Smilla

 

 

Smilla cover 001

Peter Høeg Il senso di Smilla per la neve (Frøken Smillas fornemmelse for sne) Oscar Mondadori 1998 traduzione di Bruno Berni.

 

Dalla quarta di copertina: Enigmi

“Per la  polizia non ci sono dubbi: è stato un incidente. Il piccolo Esajas correva sul tetto innevato quando è caduto, rimanendo ucciso. Ma Smilla non è convinta; ha visto le impronte lasciate dal bambino e la neve le dice che non si è trattato di un incidente…”

    Lo strato di ghiaccio

   incasrtrati nel ghiaccio

“E’ stato creato in bellezza. Un giorno di Ottobre la temperatura si abbassata di 30 gradi Celsius in quattro ore e il mare è diventato uno specchio. Aspetta di riflettere il miracolo della creazione” p. 459

Neve a Copenaghen

Comincia così e va dritto nelle ossa:

“C’è un freddo straordinario 18 gradi Celsius sotto zero, e nevica…”

E il freddo sembra aumentare durante il funerale di Esajas. Ancora contrasti. Lacrime calde di dolore, freddo e calze a rete, brrrr…

Magnifica storia, con la sua ambientazione contraddittoria: il grande freddo esteriore e il grande caldo interiore. Un mondo di contrasti a Copenaghen, dove tutto funziona, anche la feroce rimozione dei sentimenti. La naturalità di Smilla coartata dalla paura dei sentimenti della civile Danimarca. I Danesi? Mai lasciarsi andare se non sotto l’effetto liberatorio di qualche pinta di birra…Con il meccanico, invece  Smilla vive una inaspettata  storia d’amore tra timidezza, paura e passione.

Lo stile è incalzante e coinvolgente, soprattutto nella prima parte. Frasi brevi, quasi sincopate a volte, come un brano jazz. Il ritmo è sostenuto, nonostante la morbidezza lenta della neve. Più riflessivo, lento ed eccessivamente descrittivo, man mano che si entra nella seconda e terza parte. Sembra, in alcuni passaggi, lo stile di una rivista scientifica. Forse questo è un pregio, forse si armonizza sia con la natura scientifica del tema che con l’esigenza di rallentare il ritmo per predisporre una conclusione adeguata. Forse è anche funzionale alla personalità di Smilla che ama l’azione, e non si sottrae ad essa, ma indugia spesso in riflessioni che l’aiutano a “tirare il fiato” e che rendono i momenti di suspense quasi ovattati, come se fossero anch’essi avvolti da una soffice coltre di neve.

 

Smilla.jpg

 

Caratterizzazione fantastica. La forza di Smilla, la sua religiosa solitudine,

“Per me la solitudine è come per altri la benedizione della chiesa. E’ la luce della grazia”, p.17

 il suo bisogno d’amore e la paura dei sentimenti, la sua testardaggine o determinazione, la sua cultura. Il ricordo della mamma-Groenlandia, il rapporto complicato con Moritz-padre famoso, ricco e tanto Danish. La sua compagna ballerina, fragile e inconsistente figurina in competizione d’amore con Smilla…

Lo strano meccanico, in fondo co-protagonista; la madre persa di Esajas; il drogato Jakelssen che il fratello Lukas vorrebbe salvare e/o temprare durante il rischiosissimo viaggio verso l’unknown. Il  poliziotto-con-serra-NeroWolfe, il cuoco della nave che parla tedesco, Il cattivo Thork e così via.

LucePersone di luce. Alcuni personaggi secondari sono intensi, circondati da un alone di luce: la donna angelo dai capelli bianchi che non riesce a rinnegare la sua “moralità” nonostante il suo giuramento di fedeltà al lavoro e ai suoi superiori. Aiuta Smilla nella ricerca della luce in una storia tanto oscura. La sua  casa sembra un altare alla luce ed Elsa la sua vestale: algida nella sua lunga tunica bianca, capelli d’argento, lucidi, brillanti. Croce d’argento intorno al collo.

Riferimenti al vestiario. L’abito non fa il monaco, ma l’apparenza può ingannare. Smilla conosce il valore dell’apparire nelle relazioni sociali…Ha imparato e veste abiti firmati…finchè può ovvero finchè Moritz contribuisce con assegni pesanti… Anche sulla Kronos, dove è infagottata in una divisa di lavoro anonima,  cura gli abbinamenti di colore. Non le serve, ma ormai fa parte del suo habitus mentale.

Miles DaviesIl Jazz. Improvviso ed inaspettato il riferimento al Modal Jazz. Il direttore, sulla sua “Aurora Boreale” tirata a lucido ascolta jazz “la mia passione” dice calmo e affiorano suoni e ricordi e Miles Davies, John Coltrane, McCoy Tyner… La passione contribuisce a decodificare il nastro

il condominioIl Condominio. Quasi Orwelliano appare l’edificio, detto Cellule Bianche, dove vivono Smilla, Esajas e sua madre Juliane, il meccanico. Dalle grandi vetrate si vede il porto di Copenaghen. Bella la descrizione dei vari punti di colore che cercano disperatamente di contrastare la freddezza del bianco ghiaccio, della neve e delle spettrali luci gialle.

L’ottica interculturale. Il culto del “padroni a casa nostra”, delle culture superiori, ma ogni Nord ha il suo Sud.

“Qualunque popolazione si lasci valutare su una scala di valori stabilita dalla scienza europea è destinata ad apparire una cultura di primati…Ogni tentativo di comparare le culture allo scopo di determinare quale sia la più sviluppata non sarà mai altro che un’ulteriore merdosa, proiezione dell’odio che la cultura occidentale ha nei confronti delle proprie ombre… C’ è un solo modo per comprendere un’altra cultura: Viverla. Trasferirsi in essa, pregare di essere sopportato come ospite, imparare la lingua. Così, forse, prima o poi, arriverà la comprensione…” p.212

Ancient MarinerIl viaggio. E poi il lungo viaggio verso il mare, il ghiaccio. Questa entità misteriosa, terribile, quasi vendicativa come un Dio antico e potente. Metafore legate al ghiaccio che trasportano verso un mondo letterario affascinante Sembra di essere sulla nave del Vecchio Marinaio di Coleridge e tutt’intorno ghiaccio, immobilità e morte:

 

The ice was here, the ice was there,

the ice was all around;

it crackled and growled, and roared and howled,

like noises in a swound…

 

Alla fine, dopo tanto cercare e capire e fare,

“Non ci sarà alcuna conclusione…”

Così si chiude l’avventura nordica con Smilla. Ed è finale aperto, apertissimo, una dichiarazione di assenza di conclusione come non accade spesso. Il lettore è privato, in questo caso, anche della libertà di porsi domande, di ipotizzare finali personalizzati. La ricerca si chiude su un non-esito. Tutto il discorso scientifico della seconda e terza parte, il linguaggio minuzioso, le descrizioni a volte esasperanti hanno portato a questo, incredibilmente.

Non si può vincere contro il ghiaccio… e poi rimane l’enigma della pietra…

 

Il Film

 

Bello e ricco di atmosfera il film di Bille August (USA 1996). Anche in questo caso tralascio i confronti con il romanzo. In ogni caso intenso, quasi fantascientifico…Con Julia Ormond, Vanessa Redgrave, Gabriel Byrne, Richard Harris, Ona Fletcher, Agga Olsen, Patrick Field.Matthew Marsh, Jim Broadbent, Tom Wilkinson, Charlotte Bradley, Charles Lewsen, Robert Loggia, Emma Croft, Bob Peck, Jürgen Vogel, Ann Queensberry.

 

 

 

 

 

 

IL SENSO DI SMILLA PER LA NEVE: il film

 

Smilla’s Sense of Snow.

Drammatico

USA1996

Bello e ricco di atmosfera il film di Bille August. Anche in questo caso tralascio i confronti con il romanzo. In ogni caso intenso, quasi fantascientifico…Con Julia Ormond, Vanessa Redgrave, Gabriel Byrne, Richard Harris, Ona Fletcher, Agga Olsen, Patrick Field.Matthew Marsh, Jim Broadbent, Tom Wilkinson, Charlotte Bradley, Charles Lewsen, Robert Loggia, Emma Croft, Bob Peck, Jürgen Vogel, Ann Queensberry.

 

Il Trailer

 

 

Il Libro del mese ce lo presenta Barbottina-Barbalib

 

Ciao!

Siete nello spazio giusto per partecipare alla lettura e al commento del libro del mese (o dei libri… dipende), una sorta di lavori in corso della nostra piccola impresa di costruzione di idee e immagini.

I libri  che propongo compaiono, più o meno casualmente, sul mio tavolo o fanno capolino tra gli scaffali polverosi della mia libreria, quasi invitandomi a leggerli. Potete non trovarli  nelle più aggiornate hit parade, ma spero che vi piacciano lo stesso

Durante il viaggio   incontro spesso (in libreria, a casa di amici, in aeroporto, su Facebook , in rete, o altrove… ) nuove letture. Le scelgo, le esploro, le lascio, per poi eventualmente  tornare da loro. Insomma, le vivo come compagni  preziosi e irrinunciabili del mio tempo.

Nella scelta del mio Avatar ho ceduto alla nostalgia per i Barbapapà tanto  amati dalle mie figlie e mi sono un pò identificata con Barbottina.

Barbottina &Friends

Dalla collezione di Elisa

 

 

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