
Mentre leggo Anime Baltiche di Jan Broddeck salta fuori dalla mia coscienza di lettrice un’ossessione.
Mi succede spesso durante la lettura di alcuni libri di imbattermi in riferimenti a opere, scrittori e artisti a me totalmente sconosciuti. E allora mi pongo una domanda scomoda ma necessaria: ma quanto grande e profonda è la mia ignoranza?
E’ senza limiti. E devo prenderne atto, serenamente. Tuttavia mi succede anche che, durante la lettura, io riesca a stabilire delle connessioni che mi fanno sentire come se avessi letto tutti i libri del mondo. Pura illusione ovviamente.
Quindi invece di continuare a pormi la domanda se e fino a che punto sono ignorante, affermo con consapevole stupore: Ma quanto sono ignorante!
E non me ne faccio un cruccio. Apprezzo il mio mondo di conoscenze e penso che per superare quel vago senso di inadeguatezza che spesso mi assale, sia necessario intravvedere in ogni libro che leggo, in ogni autore che incontro, in ogni opera d’arte che incrocio, una rete luminosa, densa e forte, dentro la quale posso trovare il mio posto, diventandone maglia.
Alla fine di questo breve e sconclusionato discorso interiore, confesso a me stessa di essere una lettrice ignorante che tuttavia cerca di rimanere una maglia ben salda nella rete smisurata della conoscenza.
E continuo a leggere Anime Baltiche con curiosità. L’ ho quasi finito e tra non molto ve ne parlerò..
