RACCONTAMI Il percorso di un pensiero, negli scatti  di sei fotografe italiane, in mostra a Selvazzano

 

Selvazzano è un comune “commissariato” e dunque sta vivendo un momento non facile, eppure non rinuncia a far sentire la sua voce forte e chiara contro la violenza sulle donne.

La Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne inizia con un evento a cui vale la pena assistere: l’ inaugurazione della mostra a  Palazzo Eugenio Maestri, sede della Biblioteca comunale, RACCONTAMI Il percorso di un pensiero delle fotografe: PATRIZIA CARAVAGGIO, ANTONELLA CIVERA, LUCY FRANCO, ROBERTA LOTTO, ALESSANDRA MERISIO, PAOLA MISCHIATTI.

A inaugurazione finita esco completamente travolta dalle emozioni. Ho assistito a un evento  ben organizzato, bello, efficace, che va dritto al cuore e alla testa delle numerose persone presenti. Ci sono  tante donne di ogni età, una in particolare attira la mia attenzione: ascolta attenta, appoggiata a una carrozzina in cui dorme placidamente la sua piccola donna in rosa. Ci sono bambini  e  molti  uomini, alcuni  con gli occhi lucidi.

Ciascuna delle sei fotografe, introdotte da un empatico FABRIZIO CARON, ha illustrato in poche parole il proprio racconto su un attimo cruciale nella vita delle donne rappresentate nei tre scatti che ciascuna di loro ha esposto. Sono foto in cui  molte possono ritrovarsi, come in uno specchio. 

 

Le meravigliose armonie di La vita è bella di Nicola Piovani, Nuovo Cinema Paradiso di Ennio Morricone e il tema di Romeo e Giulietta di Nino Rota, offerte al pubblico dalle due violiniste SOFIA BELTRAME e, MARIA VITTORIA GUERRIERO hanno creato avvolgenti vibrazioni.

La preziosa miscela di fotografia, musica e poesia ha dato vita a un evento di alto spessore culturale, sociale e politico, con una partecipazione silenziosa e riflessiva, ma anche ribelle, perché nell’aria vagavano vibrazioni di rabbia positiva, magicamente incanalata nella condivisione del momento.

Molte sfumature di rosso nella sala, rosso passione, fuoco, odio, amore: dalle sedie, alle scarpe, alle sciarpe, ai cappelli, ai fiori sulle giacche delle donne. Tra il vibrato dei violini e gli sguardi sulle donne nelle foto che catturano, si fa spazio la recitazione di alcune poesie di poetesse contemporanee, classiche, universali. Eleonora Massella le legge con dolce trasporto che, nei punti più pregnanti del messaggio poetico, diventa forza, quasi appello disperato.

Ti meriti un amore

Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.

Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.

Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi
e non si stanchi mai di leggere le tue espressioni.

Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie,
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

Frida Khalo

Sono uscita dalla sala soddisfatta e contenta di  aver vissuto insieme a tante altre persone emozioni intense, riflessioni profonde e il piacere di essere al posto giusto nel momento giusto.

Sia all’andata che al ritorno sono stata accompagnata da un vento freddo che ha voluto quasi pulire  l’ aria da tutte le brutture che questi ultimi giorni abbiamo vissuto.

Sono stata accompagnata dalla luce tersa e  accecante di novembre, così luminosa e vivida proprio grazie al vento che preannuncia l’inverno.

Sono stata accompagnata dalle varie sfumature di giallo e di rosso degli alberi all’interno dei giardini o lungo le strade, foliage affascinante ai piedi dei Colli Euganei.

Sono stata circondata da un’atmosfera ideale per sentire che la forza delle donne, la forza della natura e di tutte le persone, insieme, possono sconfiggere la violenza contro le donne, dovunque e comunque sia esercitata.

Vuoto d’amore

Spazio, spazio, io voglio tanto spazio

per dolcissima muovermi ferita,voglio spazio per cantare, crescere

errare e saltare il fosso

della divina sapienza.

Spazio datemi spazio

ch’io lanci un urlo inumano,

quell’urlo di silenzio negli anni

che ho toccato con mano.

Alda Merini