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    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

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    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

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    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 8 Marzo 2020-Donne insieme con determinazione e speranza

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  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • BREXIT- L’ora è scoccata

    Sentimenti contrastanti accompagnano questo momento. Il mio cuore è lì, Oltremanica. E sento come uno strappo, un'ulteriore barriera tra me e i miei affetti. Ho bisogno di tempo e di freddezza per rielaborare il significato di questo evento .

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

  • 25 Novembre-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    RISPETTO E PREVENZIONE

  • Giornata Mondiale del Migrante 2019- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

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  • 2 Giugno 2019-Festa della Repubblica Italiana

  • Amo l’Europa e il 26 Maggio VOTO.

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J. Saramago-SAGGIO SULLA LUCIDITÁ. Dopo la catastrofe della”cecità/covid19″ c’è bisogno di “lucidità”. E ancora a proposito di elezioni.

saggio sulla lucidità-Saramago

Trama

I risultati delle elezioni amministrative in una capitale senza nome di un paese, anch’esso senza nome, mostrano l’insolita preferenza dei cittadini (oltre il 70%) per le schede bianche. Il governo del paese, retto da un non meglio specificato p.d.d. (partito di destra), che si contende il potere con il p.d.m. (partito di mezzo) e il minoritario p.d.s. (partito di sinistra), decide di far spiare i cittadini dalla polizia e di indire nuove elezioni, annullando le precedenti. Nonostante i metodi molto duri e repressivi, la polizia non riesce a scoprire nulla di nuovo, non c’è nessuna traccia dell’organizzazione criminale e sovversiva cercata dal governo, e le nuove elezioni danno un risultato ancora più sorprendente: l’83% delle schede scrutinate risulta essere composto da schede bianche.

Visti i pochi progressi delle indagini, il governo decide di auto-esiliarsi e di porre la capitale in stato d’assedio, ritirando ogni traccia delle istituzioni centrali, comprese le forze di polizia, eccetto per quel che riguarda elementi che hanno il compito di scoprire le cause di quanto avvenuto. Ben presto…Wikipedia

“Ordine signora, ordine!”

“Ordine signora, ordine!” Disse l’impettito generale alla giovane signora seduta al tavolo di Burraco, in un indimenticabile albergo sul mare, al cospetto di un tramonto altrettanto indimenticabile. Il Generale pretendeva che le carte fossero disposte in bell’ordine, senza confusione visiva e mentale, con lucidità.

L’ ordine nelle mosse della signora, o il mancato ordine, si trasferisce a questa scelta di lettura. Volendo cominciare a scoprire Saramago, cosa fa la signora, ormai ahimé non più giovane ma sempre appassionata di burraco? Comincia dal romanzo che viene dopo, con lucidità.

 

Premonizioni. Il romanzo inizia sotto la pioggia…

“ tempo pessimo per votare, si lagnò il presidente di seggio della sezione elettorale quattordici dopo aver chiuso violentemente il parapioggia inzuppato ed essersi tolto un impermeabile che ben poco gli era servito nell’affannato trotto di quaranta metri da dove aveva lasciato l’auto fino alla porta da cui, col cuore in gola, era appena entrato.” (p.11) 

 

notte di pioggia a Parigi

 

Un romanzo “fiume”

Nel romanzo fiume, senza nomi né luoghi, si intrecciano flusso di coscienza/stream of consciousness, dialoghi giustapposti a descrizioni, incursioni del narratore onnisciente, riflessioni e spiegazioni, in  un bellissimo caleidoscopio di parole, idee pesanti, sebbene raccolte in nuvole svolazzanti e imprendibili, nel sogno come nella realtà. La percezione soggettiva e figurata del tempo colpisce l’immaginazione del lettore.

“…sarebbero trascorsi i tre giorni che mancavano per completare il termine, martedì, mercoledì, giovedì, tre fogli di calendario che stentavano a staccarsi dalla cucitura della mezzanotte e che dopo restavano quasi appiccicati alle dita, trasformati in una pasta glutinosa e informe di tempo, in una parte molle che gli resisteva, ma nello stesso tempo lo risucchiava al suo interno.” (263)

La tensione narrativa è tangibile, non si lascia intimorire dalle difficoltà del discorso complesso, anzi, si alimenta delle suggestioni che il flusso narrativo contiene, tra le righe.

scheda001

Il romanzo fa rivivere le atmosfere preoccupanti e distopiche di 1984, di George Orwell, in un non-luogo, capitale di un ipotetico paese contemporaneo, dove accade, ancora una volta, l’impensabile: l’83 % dei cittadini vota scheda bianca.  Quattro anni prima, un altro evento epocale e inspiegabile aveva gettato il paese nella tragedia civile e politica, a causa della improvvisa e dilagante cecità collettiva.

I “Biancosi” scelgono di votare scheda bianca e i governanti decidono di risolvere questo “problemino elettorale” adottando misure  drastiche, che lentamente, gradualmente e inesorabilmente, attraversano tutte le fasi tipiche dei processi dittatoriali: dallo stato d’assedio della capitale, fino all’accentramento dei poteri nelle mani di un gruppo sempre più ristretto di politici.

Il risultato rivoluzionario delle elezioni diventa terrorismo, sebbene la Costituzione preveda il voto segreto, le schede bianche o nulle e l’ astensione.

I governanti e il Presidente della Repubblica non si lasciano neanche sfiorare dall’idea che il risultato delle elezioni possa essere la conseguenza logica della loro gestione politica sconsiderata, sostenuta, più o meno direttamente, dal Partito di Mezzo,  dal Partito di Destra e  dal Partito di Sinistra.

Chi è il cieco? Chi è capace invece di analizzare con lucidità gli eventi? E i cittadini? Cosa fanno? Perché? La capitale sotto assedio sembra comunque tranquilla, non succede niente, anzi, la città lasciata a se stessa, senza polizia, senza politici, senza palazzi pullulanti di politicanti, portaborse, faccendieri e roba simile, sembra quasi respirare un’ aria nuova, più pulita.

Pdm, Pdd e Pds sono sigle che richiamano alla mente sia le sferzanti arringhe politico-populiste del rappresentante di un certo movimento stellato, che il coinvolgente sarcasmo teatrale di Ascanio Celestini. Sono sigle che richiamano alla mente decisioni non prese, giochi di potere per lo meno ambigui, mancanza di sapienza e di discernimento. Ottusità e cecità.

 

 

Capro espiatorio

“Bisogna trovare i responsabili dell’affronto!”

E allora, ci vuole un capro espiatorio,  è la soluzione più immediata e facile. Grazie anche alla collaborazione spontanea del primo cieco, ne affiora uno perfetto dal disastro di quattro anni prima. I poteri si attivano per acciuffarlo.

Il commissario che viene incaricato di questa indagine delicata e ambigua pensa o spera di racchiudere in sé i più famosi eroi del genere, da Poirot, a Sherlock Holmes, al Marlowe di Chandler, a Bogart con il suo impermeabile e il suo cappello, a Maigret. Lo accompagnano due assistenti, un ispettore e un agente semplice (Goodwin? Hastings? Watson?).

SaramagoSaramago non risparmia nessuno: cittadini, politici, giornalisti. Quante manipolazioni affollano questa storia! Tutte e sempre a scapito della verità e della semplicità. Tutte volte a creare un complice stato di paura e ad alimentarlo per biechi fini di opportunismo politico e di potere.

La lingua e i linguaggi diventano strumenti duttili, malleabili e a volte nauseabondi, sulla bocca e sulla penna di chi li usa.  Ma non sono una cosa seria! Se non fossero tragici li si potrebbe definire ridicoli.

pulcinella di mare-puffinFanno sorridere amaramente le conversazioni in codice tra il commissario in missione e il ministro degli interni, pulcinella di mare l’uno e albatro l’altro. Con una certa autorironia lo riconosce anche il commissario/Pulcinella di mare!

 Nell’appartamento di copertura degli agenti, sede di un’assicurazione “provvidenziale”, tutto è ”griffato”: lo stemma della polizia è su tutti gli indumenti forniti, il pigiama, la vestaglia, l’accappatoio e persino le pantofole! Temono una crisi d’ identita? Mah! Forse non hanno poi tutti i torti, a giudicare da cosa succederà dopo.

Liucidità-cloud

Il racconto dei sei superstiti della cecità di quattro anni prima è quasi un tuffo dentro Rashomon (Akira Kurosawa, 1950). Ciascuno racconta, dal proprio punto di vista, la storia vissuta dal gruppo.

Conclusione

Chi volesse “confortarsi o arrabbiarsi” per la ripetitività e prevedibilità della Storia e della Politica, deve leggersi questa intensa storia civile. Non propone un lieto fine consolatorio, anche se a tratti alimenta la speranza che si verifichi, ma ci aiuta a guardare e a interpretare con maggior lucidità tutto ciò che ci sta accadendo intorno e che presenta molti tratti in comune con gli eventi narrati in questo no-place, no-time, no-names but anywhere.

Vai al Catechismo se vuoi capire l’Arte…

 

Come mi accade spesso, la domenica mattina seguo i ritmi calmi della festa. In attesa del programma di RAI3 L’isola deserta”, ascolto  l’ultima parte di Uomini e Profeti . Riconosco la voce che si diffonde nella stanza. è lui, Umberto Galimberti che risponde alle lettere di una donna-portavoce-di- tutte-le-donne.

Si parla di educazione sentimentale, di rapporti  genitori figli, di mancanze e di presenze, di necessità psicologiche e materiali. Dei massimi sistemi ricondotti alla quotidianità. Una riflessione in particolare, cattura la mia attenzione  e mi riporta ad una esperienza personale simile a quella discussa.

Un figlio dice ai genitori: “Non voglio fare la Prima Comunione“.

Come reagire ad una simile richiesta di  “libera scelta” ? Rifiutarla? condizionarla? accettarla? Dubbi Amletici  di molti genitori. Galimberti risponde con un riferimento personale: suo figlio gli ha fatto la stessa richiesta, quasi naturale in una famiglia dove  il Cattolicesimo non è di casa. E tuttavia (ma lui sa come fare!) suggerisce al figlio di fermarsi un attimo e di  riflettere su quanto l’avvicinarsi  alle ritualità del Cattolicesimo e, in un orizzonte più largo del Cristianesimo,  possa servirgli nella vita, visto che vive in un milieu Cristiano. 

Conoscere il Catechismo può servirgli per esempio a capire la grande arte Italiana, dove i  capolavori  più esaltanti  parlano di eventi religiosi come l’Annunciazione. E vengono in mente  Beato Angelico, Botticelli, Piero della Francesca, solo per citare un paio  di  inarrivabili. La conoscenza diventa la chiave che apre le porte dell’esperienza e dell’appartenenza.

Beato Angelico-Annunciazione

Galimberti passa poi  ad un altro atteggiamento dei bambini nei confronti  della Prima Comunione, questa volta contrario al precedente:

“voglio fare la Prima Comunione perché anch’io voglio una gande festa e tanti  regali come i miei amici.”

Io mi sono trovata di fronte a questa opzione. Mia figlia storce il naso quando  le dico che una grande festa potrà farla comunque al suo compleanno, non c’è bisogno di  fare la Prima Comunione. E continuo con astrazioni di ogni tipo. In qualche modo chiudiamo la conversazione, ma lei sembra poco convinta. Dopo qualche tempo, forse anni, mi  confessa che in un pomeriggio domenicale all’oratorio, dove andava saltuariamente per stare insieme ad alcune compagne di scuola, decide di  prendere l’ostia per sentire che sapore ha e che cosa accade nel suo corpo dopo. Decide così di fare la “sua” Prima Comunione, di soddisfare il suo legittimo desiderio di conoscenza, di avvicinarsi ad un gesto  che la metta in comunione con i suoi amici.

Non era solo il desiderio di una grande festa, ma il bisogno di  scambiarsi sensazioni, opinioni, chiacchiere su questo evento. Non lo avevo capito, allora. Oggi forse mi comporterei  alla Galimberti, consapevole come sono che la conoscenza è la chiave di tutto,  ma sbaglierei lo stesso, perché ancora una volta tralascerei quel fattore umano, sentimentale, che spinge i bambini e i ragazzi  ad empatizzare  con i propri coetanei.

E poi, aggiunge Umberto, non possono esistere modelli come dogma, ogni individuo  vive la propria esperienza a modo suo, sebbene con dei riferimenti di supporto. Ma questa è la risposta ad un’altra domanda…

Grazie a RAI3 per questo inaspettato e felice incontro domenicale.

Una Giornata Particolare in Chiave di Violino, con Salvatore Accardo-Su RAI3

Che bel risveglio stamattina!

 

orchestra giovanile del VenezuelaIl freddo è quasi  novembrino, ma il piacere è  allo stato puro, tra una tazza di caffè bollente e le note poderose e dolci del violino di Salvatore Accardo, del pianoforte di  Arturo Benedetti Michelangeli, dei violini  giovani  e incerti dell’ Orchestra Giovanile del Venezuela.

E tante altre meraviglie saltano  nel mio caffè da quella piccola, lucida  e spesso odiata, scatola nera, attraverso suoni e immagini della  trasmissione di RAI 3  Una giornata particolare Salvatore Accardo In chiave di violino

Salvatore AccardoSignore e signori politici, signore e signori  dirigenti RAI

Molta più musica, molti più maestri, molta più umanità e bellezza, please!

La giornata sarà per me davvero particolare, mi aspettano cose molto piacevoli. L’incontro con Accardo, in questo Sabato di metà Settembre, ne è solo lo splendido inizio!

A proposito di Masterpiece…

WSitiGrazie Walter Siti!

La tua  Finestra sul niente  (La Stampa, 2/12/13) da voce ai miei pensieri su Masterpiece.

L’idea mi era sembrata affascinante, a cominciare dal nome che richiama un pò l’odiato Masterchef e un pò l’idea del “Capolavoro” da scoprire.

La prima puntata mi è servita per assaggiare, la seconda per sentirmi sazia. masterpieceIeri non ho preso neanche in considerazione l’idea di guardare la terza puntata. 

Vladimiro ed io ci siamo fatti una bella chiacchierata sul perchè e abbiamo abbozzato una serie di motivi che appaiono brillantemente analizzati da Walter Siti, che conclude il suo  articolo così:

“Quella che manca davvero, paradossalmente, è la magia della parola”

Quello che io non capisco bene sono  i criteri in base ai quali il romanzo funziona o non funziona, secondo il giudizio degli autorevoli giurati, che spesso appare agli aspiranti romanzieri molto soggettivo e non sempre condivisibile.

Si ha la sensazione che venga giudicato il personaggio televisivo che buca il video, piuttosto che il prodotto letterario. Ma siamo in TV e lo showbiz ha le sue regole. Sempre.

la Noche de las letrasE comunque, tutto ciò che può servire a far leggere e a far scrivere sia benvenuto. Non può che rappresentare un tassello importante verso l’ampliamento della conoscenza e dunque della consapevolezza di come gira il mondo.

Concita, dacci oggi il nostro Pane Quotidiano…

La cultura, le storie, i libri che cambiano il nostro paese. Ogni giorno proveremo a leggere i fatti da angolazioni diverse…read more

Un viaggio tra i protagonisti e le forze che si muovono dietro le notizie.Con uno sguardo sempre rivolto alle nuove generazioni e ai nuovi linguaggi. In studio un pubblico speciale: studenti di licei, università, accademie d’arte e musicali saranno protagonisti con le loro domande, curiosità e osservazioni.Ogni giorno un libro… il nostro Pane quotidiano. – See more at: http://www.panequotidiano.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-19da5c40-2115-4dd6-b605-24e287f70024.html#sthash.aZpaAoHX.dpuf

panequotidiano-logo.jpgHo aspettato un po’ prima di dire la mia su Pane Quotidiano, la trasmissione di RAI 3, condotta da Concita De Gregorio, che prende il posto di Le Storie-Diario Italiano, con Corrado Augias.

Ho seguito quest’ultima per molti anni, quando il mio lavoro me lo permetteva e molto di più da quando sono in pensione. Mi piaceva molto l’attenzione alla scuola, testimoniata dalla presenza di classi  provenienti da regioni diverse.

da Corrado a ConcitaA volte ho sofferto la gigioneria di Augias, il suo sfoggio di  conoscenze, i suoi modi paternalistici, i suoi commenti apparentemente leggeri sull’ abbigliamento dei professori e delle professoresse…

Ho sempre e comunque apprezzato la sua enorme cultura, la capacità affabulatoria, la sua “telegenia” e i suoi richiami continui al ruolo fondamentale della scuola nella formazione civile e umana delle persone.

Augias aveva un’ottima squadra alle spalle, ospiti di alto livello e, soprattutto, buon cibo per le menti dei giovani e degli insegnanti presenti e degli affezionati telespettatori.

paneelibroStesso cibo raffinato quello di Concita de Gregorio, anche se di natura più croccante e più profumata di sapori “materni”.  Cultura vasta, sapiente capacità organizzativa dei dati, freddezza appassionata da giornalista consumata, Concita condivide con Corrado un background da “intellettuale” a volte un po’ snob e fastidiosa.

Mostra qualche comprensibile impaccio iniziale nella conduzione, testimoniata dal tormento degliconcita_de_gregorio-anteprima-600x450-952500.jpg occhiali, ma adotta uno stile “pedagogico” che riconosco e che per alcuni versi mi appartiene, anche nella gestualità legata ai libri e agli oggetti che si porta da casa, per dare vita, calore e senso del vissuto alle idee che propone e sviluppa con gli ospiti in trasmissione. Alcuni tra questi fanno già parte del mio immaginario culturale, altri e non sono pochi, imparo a conoscerli attraverso e con lei.

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Lo studio è più “aperto e arioso” e gli invitati non danno sempre le spalle agli studenti, soprattutto non sono richiamati continuamente a non guardarli per esigenze  di inquadratura. Capisco le esigenze tecniche, ma quanto è brutto dove rispondere alle interessanti domande dei ragazzi dando loro le spalle!

panequotidiano2Snella, veloce e accattivante la grafica, caldi i colori di grano maturo. Cominciavo a vivere la trasmissione come una bella abitudine serale quando, invece, è stata sospesa. Mi mancherà molto, ma ce la metterò tutta per seguirla, di mattina. Sarebbe  bello se a seguirla fossero i ragazzi, magari in classe con i loro compagni e i loro professori.

 

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