G. Simenon-MAIGRET E IL CLIENTE DEL SABATO. Entra in scena la TV…

Un uomo si fa vedere regolarmente alla stazione di polizia, di Sabato. Strano, sta lì, aspetta. Cosa?

Un sabato sera, visita inaspettata per il commissario Maigret, a casa sua! In una serata destinata alla televisione, all’ora del telegiornale, quasi pregustato per tutto il pomeriggio…

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Divertente l’introduzione del nuovo totem moderno. Maigret e signora sembrano due adolescenti stupiti ed entusiasti di fronte a questo nuovo “magico elettrodomestico” che entra a far parte della loro vita fino ad allora scandita da una routine serena e dialogata.

Guardano tutto, onnivoramente: varietà, teleromanzi, come in un meraviglioso viaggio di scoperta. Non selezionano, sono come ubriachi di novità. Simenon, da scrittore esperto però, strumentalizza questo nuovo arrivo e lo fa diventare un pretesto narrativo che fa muovere in avanti la storia.

Sabato sera, “il cliente” è accolto gentilmente in casa. Bellissimo il dialogo tra i due uomini seduti al tavolo della sala. Uno si apre senza riserve, l’altro ascolta, quasi piegato verso l’interlocutore, partecipe.

La trama è semplice e, forse, scontata: storie nere di famiglia; amanti che si intrufolano nelle debolezze della coppia; tristezze e meschinità; soldi.

Il setting è Parigi, il quartiere di Montmartre, libero da coloriture turistiche e vero nella sua natura popolare e artistica. Le strade, le persone, gli scenari coinvolgono il lettore che conosce i posti e che cerca di ritornarci, a braccetto con i Maigret o con Janvier…

L’introspezione psicologica dei personaggi, messa in atto da Simenon da il tocco di classe ed eleva la banalità della vicenda, che alla fine, si ricompone secondo i canoni di legge… e di Maigret. Interessante.