Manchester Art Gallery, dove non ti aspetti di trovare un manifesto femminista.

Agosto 2024: una settantenne, una cinquantenne, una ventenne e una sedicenne sono in gita di piacere a Manchester dove decidono di organizzare una visita veloce alla Manchester Art Gallery. Nel breve tempo che hanno a disposizione vogliono assaporare il gusto “artistico” della città. Il museo è molto particolare, ospita una serie di dipinti apparentemente scollegati tra loro, ma di fatto uniti da un’idea di base: l’Arte come medium di analisi sociali, politiche, geografiche ed economiche (Post-colonialismo, Impero Britannico, Lavoro femminile, Ruolo della donna, Tratta degli schiavi e tanto altro ancora). Uno dei focus è la Donna nell’ Arte attraverso ritratti di donne lavoratrici, mamme, casalinghe tout court, ricche borghesi, nobili, donne nel mito. I dipinti sono spesso prodotti da artiste che, tramite la pittura, danno forma alla loro visione di se stesse e del mondo.

Lungo il tragitto, appare inaspettato uno spazio senza quadri, scopriamo subito che è dedicato al progetto Uncertain Futures (Futuri Incerti), che vede protagoniste le ultracinquantenni di Manchester. Che titolo accattivante! Ci fermiamo per capire meglio. È uno spazio sorprendente. Il Manifesto del progetto occupa una parete, ma viene offerto al pubblico anche in forma cartacea: sfondo giallo sole, con caratteri neri che sembrano saltare dal foglio e posarsi velocemente sugli occhi di chi lo legge. Più avanti, su un’altra parete, campeggiano due gigantografie delle 100 donne che hanno partecipato al progetto. Chiude il percorso uno spazio dedicato alla proiezione di un filmato con interviste e racconti di alcune donne protagoniste della ricerca.

Il progetto

Art as research: Understanding inequalities around work for women over 50 in Manchester

“Uncertain Futures affronta le disuguaglianze che affliggono le donne di Manchester ultracinquantenni (over 50) in relazione al lavoro e alla disoccupazione, al fine di comprendere come le questioni interconnesse di genere, età, lavoro, classe, status migratorio, disabilità e razza influiscono sul lavoro retribuito e non retribuito delle donne. Manchester ha tassi di disoccupazione nella fascia di età 50-64 anni più alti della media nazionale, con 1 donna su 3 economicamente inattiva. Il cambiamento inaspettato che ha innalzato l’età pensionabile per le donne in tutto il Regno Unito e l’impatto del Covid-19 sulla vita lavorativa hanno creato l’urgente necessità di indagare e portare questi problemi all’attenzione pubblica.

Il progetto è nato dalla visione dell’artista americana Suzanne Lacy in collaborazione con la responsabile dell’apprendimento Ruth Edson presso la Manchester Art Gallery, che ha intrapreso una serie di focus group conoscitivi e ha identificato la ricercatrice Dr. Sarah Campbell come membro del team per guidare il progetto di ricerca partecipativa.” Vai a Maggiori dettagli nel sito del Progetto.



Questi i punti chiave del Manifesto:

NOI DICHIARIAMO CHE LE DONNE OVER 50 HANNO DIRITTO A:

EGUAGLIANZA (Equality)

LAVORO BUONO (Good work)

RICONOSCIMENTO DEL LAVORO NON RETRIBUITO (Recognition of unpaid labour)

PIENA PARTECIPAZIONE AI PROCESSI DECISIONALI (Participate fully in

decision-making)”

Per ciascun diritto rivendicato vengono specificati: l’Elenco delle Richieste (We demand); le Azioni /Gruppi sostenuti (We endorse); le Azioni Nazionali (National Actions); le Azioni Locali (Local Actions).

Il Manifesto è ricco di principi e suggerimenti che dovrebbero ispirare leggi e provvedimenti della politica su: lavoro age-friendly e family friendly, rispetto delle diversità, salario minimo, coinvolgimento della cittadinanza nella ricerca e nelle decisioni, disponibilità di fondi per realizzare le proposte, eliminazione del divario salariale e pensionistico di genere.

Molti sono i punti in comune tra la condizione delle over 50 di Manchester e quella delle donne italiane. Ma se ne parla poco. Suzanne Lacy, Ruth Edson, Sarah Campbell e le 100 donne coinvolte nella ricerca, hanno implementato un approccio “artistico”, sebbene rigorosamente scientifico, per porre il problema, per condividerlo e farlo conoscere al maggior numero di persone che, aggregandosi in un attivismo partecipativo, spingano i decisori politici a trovare soluzioni adeguate.

La breve vacanza a Manchester ha aperto un’interessante e stimolante finestra sul mondo delle donne over 50 a Manchester, e non solo. Erano in quattro: una settantenne, una cinquantenne, una ventenne e una sedicenne, che durante la visita hanno raccolto molto materiale utile per riflettere sul senso dell’essere donna attraverso l’arte, la storia, i luoghi, il tempo. UNCERTAIN FUTURES IN ITALIANO

 

L’articolo è stato pubblicato anche nella Newsletter N.57 della Casa delle Donne di Padova.