• Mondo Fuori

  • Alla Fiera delle Parole One Book One City Padova legge il romanzo della Atwood. Diritti delle Donne. Una lotta continua…

    Il racconto dell'ancella di M.Atwood-Giochi di potere sul corpo delle donne

    Per il ritiro del DDL Pillon e la riaffermazione della libertà di scelta degli "Italiani", uomini e donne liberi. Margaret Atwood-Il Racconto dell'Ancella: " In un’America reduce da una catastrofe ecologica, che ha falciato gran parte della popolazione e messo in forse la stessa sopravvivenza della specie, un gruppo di fanatici religiosi ha fondato uno stato totalitario, Galaad, riducendo in completa schiavitù le donne. I rapporti umani, sociali, culturali sono stati aboliti: unico supremo fine è la procreazione. Attraverso il diario segreto della giovane “ancella” Difred, si delinea l’inquietante profilo di un mondo futuro ma non troppo, già presente in embrione nella società degli anni Ottanta...apri il link all'immagine per continuare

  • Giornata Mondiale del Migrante 2019- Viaggi e Diritti, in tempo di pace e di guerra. Ancora morti, tanti. Troppi!

    Viaggi nell'abisso. Samia: “Il Viaggio è una cosa che tutti noi abbiamo in testa fin da quando siamo nati. Ognuno ha amici e parenti che l’hanno fatto, oppure che a loro volta conoscono qualcuno che l’ha fatto. È una creatura mitologica che può portare alla salvezza o alla morte con la stessa facilità. Nessuno sa quanto può durare. Se si è fortunati due mesi. Se si è sfortunati anche un anno o due…”p.122 -Non dirmi che hai paura-G.Catozzella

  • 15 Marzo Climate Strike. Gli studenti del mondo manifestano per clima e ambiente

    Fridays for Future- giovani alla riscossa- Appello disperato agli "adulti" Agite subito per questa nostra Terra! “Our house is on fire, I am here to say our house is on fire."

  • Verità per Giulio Regeni-“La tua verità? No, la Verità, e vieni con me a cercarla. La tua, tientela.” A.Machado y Ruiz (Poeta Spagnolo 1875-1939)

  • 19 Luglio -Luci che non si spengono

  • LIBERA-100 passi e oltre verso…

    21 Marzo a Padova XXIV giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  • Con Amnesty International contro la pena di morte

  • Io sto con Emercency

    sempre più guerre, sempre più vittime, Per fortuna che c'è Emercency.

  • 2 Giugno 2019-Festa della Repubblica Italiana

  • Amo l’Europa e il 26 Maggio VOTO.

  • 1° Maggio, su coraggio! Io ti amo…

    Alto e basso.Guttuso e Tozzi. Tempo di contaminazioni...

  • 23 Aprile-Giornata Mondiale del Libro

  • 25 Aprile 2019- Festa della Liberazione dal nazifascismo

    La Storia che mi piace...Fiori di Aprile nel giardino d'Italia liberato

  • 22 Marzo Giornata Internazionale dell’ACQUA-un diritto per tutti!

    con Bertoli e Ligabue, nel vento che soffia e l'acqua che scorre...

  • 21 Marzo-World Poetry Day. Arriva Primavera, in versi…

    Il verso è tutto. G.D'Annunzio, Il Piacere, II,1

  • 27 Gennaio-Giornata della Memoria per continuare a ricordare, andando avanti

    “Despite everything, life is full of beauty and meaning.” ― Etti Hillesum, Lettres De Westerbork

  • 8 Marzo 2018-Donne insieme con determinazione e speranza

  • 10 Dicembre 1948 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    Restare umani è un diritto-dovere. Dopo 70 anni, a che punto siamo?

  • 20 Novembre2017- Giornata Internazionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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THE PLACE di Paolo Genovese. Ovvero: “Cosa sei disposto a fare per ottenere ciò che vuoi?” Perché mi è piaciuto tanto.

the place
 
L’ho visto domenica. Mi è piaciuto moltissimo e dopo qualche attimo di riflessione ho capito perché.  Ottima regia, storia originale e molto attuale, e tanto parlato a ritmo sostenuto e coinvolgente. E poi, neanche un telefonino nei paraggi. Grande Mastrandrea, bravissimi alcuni, bravi tutti gli altri, anche grazie ad una regia sapiente.
Ogni azione comporta delle conseguenze su di noi e sugli altri. Viviamo in una rete umana oltre che tecnologica. Siamo  legati gli uni agli altri da fili invisibili e imprevedibili. Mi torna alla mente  The road not taken di Robert Frost, poeta americano moderno. La scelta determina effetti. Ci illudiamo di  saper discernere, di  cogliere tutti i risvolti delle nostre azioni, ma non è proprio così. Viva il Cinema!
The Road not taken
Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth;
Then took the other, as just as fair
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that, the passing there
Had worn them really about the same,
And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.
I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
two roads diverged in a wood, and I —
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.
 

J.Verne-GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI- Un grande viaggio nel caleidoscopio Liberty. Settembre 2019- Selvazzano. Al tour si aggiunge una tappa a suon di magnifico jazz …

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La sfida è il filo conduttore di questa storia fantastica. Per un animo forte e determinato nulla è impossibile, neanche Il giro del mondo in 80 giorni. Phileas Fogg, gentiluomo londinese, scommette infatti una somma da favola (20.000 sterline) con gli scettici parrucconi del prestigioso Reform Club di Londra, che riuscirà nell’impresa di  girare il mondo in 80 giorni. Cascasse il mondo, ci riuscirà!

 

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E parte, rischiando tutti i suoi averi e la sua reputazione. Parte in compagnia del  maggiordomo Passepartout, di una borsa piena di  denaro e della indispensabile  guida Bradshaw. Durante il viaggio, accadono molte cose: imprevisti, colpi di scena, intralci di vario tipo che sembrano mandare all’aria il progetto di Phileas. Ma il suo ingegno e la sua caparbietà lo sostengono sempre nell’individuare le  soluzioni più idonee. Accadono anche eventi e incontri strabilianti. L’India riserverà al gentiluomo Inglese una sorpresa fantastica: una creatura celestiale diverrà un’ insostituibile compagnia…

Ma non manca l’intoppo fatale: Lo pianifica Mister Fix poliziotto ottuso all’inseguimento del rapinatore che secondo lui  corrisponde perfettamente a Phileas! La giusta dose di suspense, nell’approssimarsi della conclusione, aggiunge un pizzico di pepe al tutto.

modellismotreniniUSALeggerezza e sostanza si intrecciano  in questa grande storia. L’avventura del gentiluomo Phileas Fogg e del suo maggiordomo Passepartout ti coinvolge in un viaggio affascinante e istruttivo. La geografia, narrata e vissuta in contemporanea, fa da supporto indispensabile all’evolversi della storia stessa. Scopriamo con i nostri amici paesaggi bellissimi e suggestivi, più o meno “contaminati” dall’intervento umano. L’attraversamento dell’America, coast to coast, o ocean to ocean, come dice il libro, ci fa conoscere la neonata ferrovia Americana, figlia dell’ingegno umano e della natura compiacente che la accoglie. Incontriamo anche i “selvaggi” indiani che giustamente, ai nostri occhi, combattono per salvaguardare quello che ritengono il loro territorio  usurpato dai  bianchi colonizzatori.

La lotta contro il tempo di Phileas è modernissima. L’uso del danaro a servizio del controllo del tempo ci catapulta in una visione profetica di quello che è oggi il nostro mondo. Tempo e denaro, velocità e successo, compimento dell’impresa. Interessante in tal senso la postfazione di Antonio Faeti, Un grande viaggio nel Liberty:

 Se oggi un viaggio di quel tipo un poco ci deluderebbe, tra Coca Cola, jeans, pizza e hamburger, allora era invece una frenetica, trionfale sarabanda tra mille diversità, in luoghi dove sapori, odori, profumi, colori, suoni, parole, mode, tradizioni, tabù, usanze componevano un immenso caleidoscopio che rendeva il pianeta simile ai tanti globi di vetro liberty che Verne incontrava a Parigi in ogni angolo. Con lo spirito brioso, allegro, malignetto che condisce ogni suo libro, Verne approfitta meravigliosamente degli scontri tra culture e civiltà con cui entra in contatto” – e capisce a fondo – “che l’uso del tempo sarebbe cambiato, secondo una scansione già descritta molto bene: il tempo sarebbe stato, più strettamente, collegato con il denaro”.

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Curiosità della lettrice: mi ha colpito la scelta del traduttore di lasciare in Inglese alcuni termini, peraltro molto comuni e con un accettabile corrispettivo in Italiano. Gentleman, ad esempio o Policeman. Il traduttore, Augusto Donaudy rende comunque il testo in Italiano assolutamente credibile, anche nell’uso sapiente di un registro “antico” e poetico. Molto efficace l’uso del verbo all’inizio della frase. Che enfasi!

Classica alla maniera dei grandi narratori Europei dal 700 in poi, l’introduzione di ciascun capitolo con un breve ma  efficacissimo riassunto.

 

 Il giro del mondo in 80  giorni al cinema

Il film di Michael Anderson del 1956 con uno stellare David Niven nei panni di Phileas Fogg e con comparse di lusso come il pianista Frank Sinatra e la “signora” del saloon Marlene Dietrich, rendono  bene alcune atmosfere del romanzo tramite immagini ad effetto. 

 

 Il giro del mondo in 80  giorni a scuola

Il viaggio entra  sempre prepotentemente nell’immaginario collettivo. Quello di Verne mi riporta inevitabilmente a  mio padre, lettore di questo genere di romanzi e, strano abbinamento, a Charline Evans, gallese e  grande viaggiatrice, docente esperta in Information and Communication Technology (ICT), che inventa un progetto brillante, Giro del mondo in 80 scuole, tra cui la mia, L’IIS P. Scalcerle  di Padova dove, nel 2008, gira un video creativo ed eccitante con una delle mie classi. Lo mostrerà al successivo gruppo di studenti in Africa, o in Asia, o in chissà quale altro paese del mondo in cui la porterà il suo progetto. Esempio contemporaneo  di interculturalità e tecnologia in interazione!

 

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Il tuffo lungo 80 giorni nel super classico d’avventura di Jules Verne è stato davvero rigenerante!

 

 Il giro del mondo in 80  giorni  a ritmo di Jazz 

E il grande viaggio ispira anche GYPSY WANDERLIST-Hot jazz around the world degli  Alma Swing , (omaggio al mitico Djiango Reinhardt),  in concerto a Selvazzano, presso l’Auditorium San Michele.  Seconda grande serata,  delle tre previste nella  rassegna “Selvazzano sotto le stelle 2019″ . Un assaggio…

C. McCullers-THE BALLAD OF THE SAD CAFÉ. O dello strano amore tra Amelia e Lymon

 

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Circolarità della storia

Le prime e le ultime righe di questa ballata in prosa sottolineano la circolarità della storia: si parte dal nulla e si torna al nulla, anche se lungo il percorso accadono eventi di una tale violenza, fisica e psicologica che stravolgono la vita dei personaggi.

Incipit: The town itself is dreary, not much is there except the cotton mill, the two-room houses where the workers live, a few peach trees, a church with two coloured windows, and a miserable main street only a hundred yards long. On Saturdays the tenants from the near-by farms come in for a day of talk and trade. Otherwise the town is lonesome, sad, and like a place that is far off and estranged from all other places in the world. The nearest train stop is Society City, and the Greyhound and White Bus Lines use the Forks Falls Road which is three miles away. The winters here are short and raw, the summers white with glare and fiery hot.”

 

Alla fine, la storia torna al suo inizio:

“Yes, the town is dreary. On August afternoons the road is empty, white with dust, and the sky above is bright as glass. Nothing moves-there are no children’s voices, only the hum of the mill. The peach trees seem to grow more crooked every summer, and the leaves are dull gray and of a sickly delicacy…the soul rots with boredom…”

 

La bellezza della caratterizzazione

Miss Amelia, la protagonista, irrompe sulla scena come una donna indipendente e poliedrica (è tra le tante altre cose, una dottoressa molto apprezzata per la sua ricerca sperimentale che la porta a testare su se stessa i rimedi che propone ai suoi pazienti), apparentemente forte come una roccia, ma profondamente molto vulnerabile. Intorno a lei e grazie a lei prendono vita e luce tutti gli altri personaggi: il problematico marito ripudiato Marvin Macy, divenuto dopo il divorzio un irriducibile criminale; il cugino gobbo Lymon, apparso quasi dal nulla (o forse no?), di cui Amelia si innamora a prima vista in modo totalizzante e, in fondo un po’ bizzarro; una corte di personaggi di contorno che potremmo collocare in qualunque altra città americana del Sud, ma che fanno parte della coreografia del Sad Cafè.

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È un racconto lungo o un breve romanzo, ma McCullers l’ha voluto chiamare ballata, perché proprio come tutte le ballate racconta la storia di un amore tragico in uno stile essenziale, a tratti quasi frammentario e suggestivo, con qualche nota grottesca e un pizzico di superstizione.

L’aspetto che fa di questa storia un capolavoro narrativo è la costruzione del climax. Brevi descrizioni quasi poetiche e mai noiose o ridondandi, accompagnano con sapienza il lettore verso i punti di snodo degli eventi, mantenendo sempre vivo il suo interesse. La costruzione del personaggio-Miss Amelia è magistrale. Fatta di parole, cenni, descrizioni, gesti suoi e degli altri personaggi, quello che si dice di lei, il contesto in cui si muove, quello che si fa grazie alla sua semplice presenza fisica per cui tutto prende vita come per magia. Il suo Cafè nasce da questa magia e continua a vivere finchè lei emana dalla sua anima e dal suo corpo l’incantesimo dell’amore e l’energia vitale che mette nelle sue molteplici attività.  Come sapienti pennellate di colori intensi, tutto contribuisce alla costruzione del suo personaggio.

 

 

 

A proposito di amore. The most outlandish people can be the stimulus for love

L’amore per Lymon spinge Amelia a modificare la sua vita, serena e soddisfacente fino alla sua comparsa inaspettata. Insieme aprono il Sad Cafè:

 

“Outwardly she did not seem changed at all. But there were many who noticed her face. She watched all that went on, but most of the time her eyes were fastened lonesomely on the hunchback…Her look that night, was the lonesome look of the lover…This opening of the cafè came to an end at midnight. Everyone said goodbye to everyone else in a friendly fashion…Soon everything-the main street with + three stores, the mill, the houses-all the town, in fact-was dark and silent. And so ended three days and nights in which had come an arrival of a stranger, an unholy holiday, and the start of the cafè…”

Ma di che natura è l’ insolito amore tra Amelia e Lymon? Mc Cullers ce lo spiega in modo molto convincente:

“What sort of thing, then, was this love? First of all, love is a joint experience between two persons- but the fact that it is a joint experience does not mean that it is a similar experience to the two people involved. There are the lover and the beloved, but these two come from different countries. Often the beloved is only a stimulus for all the stored-up love which has lain quiet within the lover for a long time hitherto. And somehow every lover knows this. He feels in his soul that his love is a solitary thing. He comes to know a new, strange loneliness and it is the knowledge that makes him suffer. So there is only one thing for the lover to do. He must house his love within himself as best he can; he must create for himself a whole new inward world- a world intense and strange, complete in itself.

Let it be added here that this lover about whom we speak need not necessarily be a young man saving for a wedding ring-this lover can be man, woman, child, or indeed any human on this earth.Now, the beloved can also be of any description. The most outlandish people can be the stimulus for love. A man may be doddering great-grandfather and still love only a strange girl he saw in the streets of Cheehaw one afternoon two decades past. The preacher may love a fallen woman. The beloved may be treacherous, greasy-headed, and given to evil habits. Yes, and the lover may see this as clearly as anyone else-but that does not affect the evolution of his love one whit.

A most mediocre person can be the object of a love which is wild, extravagant, and beautiful as the poison lilies of the swamp. A good man may be the stimulus of a love both violent and debased, or a jabbering madman may bring about in the soul of someone a tender and simple idyll. Therefore the value and quality of any love is determined solely by the lover himself. It is for this reason that most of us would rather love than be loved. Almost everyone wants to be the lover. And the curt truth is that, in a deep secret way, the state of being be loved is intolerable to many. The beloved fears and hates the lover, and with the best reasons. For the lover is forever trying to strip bare his beloved. The lover craves any possible relation with the beloved, even if this experience can cause him only pain.”

 

 

 

SUITE FRANCESE-Il Film. Agosto reclama le sue emozioni.

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Ieri sera ho visto il film  Suite Francese di Saul Dibb.

1940 – Francia. In attesa di notizie del marito, prigioniero di guerra, la bellissima Lucile Angellier conduce la sua esistenza sotto l’occhio curioso di sua suocera, una donna dispotica e meschina. Ma presto arriva una guarnigione di soldati tedeschi che si stabilisce presso la loro abitazione. Lei tenta di ignorare Bruno, l’elegante e colto ufficiale che rimane a casa, ma ben presto i due sono travolti dalla passione. Trovacinema.it  

suite franceseL’ ampio respiro dell’indimenticabile romanzo di Irène Némirovsky  da cui  è tratto, diventa nel film un attimo affannoso, che riesce tuttavia a trasmettere la tempestosa emozione che travolge Lucile Angellier e l’affascinante nemico nazista, Bruno Von Valks.

È un’attrazione totale che sconvolge i loro  sensi e la loro  anima,  a dispetto di ciò che sarebbe lecito aspettarsi nelle relazioni tra occupanti e occupati. È un’attrazione totale che la maledetta guerra “uccide” inesorabilmente.

La musica è il loro codice privilegiato di comunicazione. Note dolci che giungono al cuore    dei protagonisti e dello spettatore. Note tenere che al tocco delle dita di Lucille sul pentagramma, le fanno vibrare il corpo e l’anima.

Il film ti trasporta con una certa intensità all’interno di un dramma sociale e personale. In queste giornate calde, lente e quasi inutili di Agosto, ti proietta in un mondo parallelo in cui ti lasci volentieri  andare.

Sai che la  storia è già vista e ha poco a che spartire con l’universo narrativo ed emozionale del romanzo di I.N.  Ma ancora una volta, non cedi alla tentazione di fare paragoni oziosi e prendi il film per quello che è: un piacevole intermezzo che scandisce i ritmi strani di questa mia estate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In vacanza 2. Ethel L.White-LA SIGNORA SCOMPARE durante un sorprendente viaggio in treno…

la signora scompare

 

 

Dopo le prime pagine, realizzi che devi aver già “visto” questa storia. Al termine del libro, nella nota conclusiva ne hai  la conferma.

In effetti l’ho “vista” nel film  Il Mistero della signora scomparsa, di Anthony Page del 1979, con Angela Lansbury, (La signora in giallo, ricordate). Ce n’è uno precedente, che io non ho visto, ma che è considerato di gran lunga la migliore versione cinematografica del libro. Ed è infatti di Alfred Hitchcock che, con The Lady vanishes, si “lancia” anche in considerazioni politico-sociali sull’Inghilterra.

the lady vanishes_1938 HitchcockLa signorina Froy, frizzante zitella Inglese, scompare sul treno, durante il  viaggio di ritorno dai Balcani verso casa, in Inghilterra. Cosa le è successo? È davvero mai esistita o è solo una fantasia della viziata e un po’ isterica Iris Carr, ereditiera in cerca di identità ed emozioni in giro per l’Europa?

Iris, tenacemente e contro  tutti coloro che vorrebbero  farla passare per visionaria, si mette alla ricerca della signorina Froy, con la quale aveva iniziato un discorso amichevole durante il viaggio.  La sua compagnia era riuscita a farle tollerare quella dei personaggi molto ambigui e potenzialmente pericolosi che affollavano il scompartimento e quello attiguo.

Iris inizia dunque una sua indagine molto particolare, senza il supporto di detective famosi, anche se non manca l’incontro “sentimentale” e la possibilità di sviluppi romantici con qualcuno che cercherà di aiutarla, tra un intoppo e l’altro.

L’ambientazione è affascinante: Il Viaggio dalle misteriose montagne dei Balcani, attraverso Trieste/Italia, fino a  Londra/Inghilterra, su un treno che, con tutti gli aspetti misteriosi e accattivanti che il treno  evoca sempre nell’immaginario, gioca il suo ruolo da splendido protagonista.

Bello il titolo originale, The wheel spins 1936 (La ruota gira), quasi un tecnicismo voluto per sottolineare i “turning points” della storia. Il capitolo 24 porta proprio questo sottotitolo e rappresenta infatti uno snodo cruciale:

“la ruota aveva ripreso a girare…”

Ogni capitolo, d’altra parte,   si apre con un sottotitolo che introduce il lettore all’idea principale che verrà sviluppata.

La lettura di questo romanzo è stata certamente influenzata dalle immagini dal film depositate nel magazzino della mia memoria, eppure, la narrazione tesa e ricca di dettagli sapientemente intrecciati, mi ha sorpreso piacevolmente e catturato dolcemente, conducendomi verso la conclusione, al ritmo di un treno in corsa.

 Vladimiro  lo sta leggendo. Avremo modo di parlarne insieme.

E. Morante-LA STORIA. Le conseguenze tragiche di un potere cieco e malato. Lettura per un tempo “un po’ ignorante”

la storia

È finita…

Difficile oggi, 24 Giugno 2016, primo giorno di Brexit, tornare a parlare di La Storia di Elsa Morante, un libro che attraversa anni  folli e crudeli  del Novecento, svelandone i risvolti più crudeli e dolorosi sulla vita della gente piccola, piccola, cosiddetta comune, ovvero del “popolo sovrano”. Quello che va a votare travolto da conati di vomito verso regole che non ha condiviso, o che non conosce proprio. Un conato di vomito che invece di essere placato e curato viene ulteriormente stimolato, con sollecitazioni continue come quelle di un bulimico che vuole liberare il proprio stomaco dalla putrida pappetta in cui si è ridotto il magnifico cibo dei cuochi famosi. Difficile, ma oggi ancora più opportuno e importante.

10942-la_storia-comenciniI segreti dei Ramundo

Nel suo capolavoro La Storia, degli anni che vanno dal 1941al 1947, Elsa Morante ci fa incontrare, insieme alle bombe, alla distruzione e alle manovre folli dei popoli in guerra, la vita di una fragile famiglia borghese, i Ramundo/Mancuso/Almagià, esposta a tutti i venti e sbattuta qua e là dagli eventi. Il maestro Giuseppe, indomabile anarchico (“poveri anarchici della domenica”), innamorato profondamente della moglie e tenerissimo con la figliuzza “babbarella” Iduzza e la maestra Nora, Veneta ed Ebrea, si incontrano a Cosenza nella scuola in cui insegnano. I segreti che vogliono tenere nascosti condizioneranno le loro vite e quella di Iduzza.

San Lorenzo RomaA Roma dove si era trasferita con suo marito Alfio, Ida Ramundo, ora vedova Mancuso, maestra anche lei gracile e perennemente indecisa, viene violentata da un giovane e disperato soldato tedesco, Gunther. Rimane incinta di Useppe, pischelletto malato, poetico, affamato di affetto e di avventura, i cui occhi azzurri testimoniano la sua origine. Il primo figlio, Ninareddu accetta questo fratellino venuto dal nulla come un dono, senza chiedere nulla e senza riserve. E lo ama ricambiato di un amore puro, infantile, totale.

testaccio3C’è davvero tanta poesia in questa storia, come fossimo dinanzi alla perdita d’innocenza del mondo moderno. Un innocente è Davide Segre, il giovane idealista ebreo  che odia la borghesia, in un conflitto irrisolvibile tra le sue idee e la fine orrenda della sua famiglia nella camera a gas. Il suo destino è segnato. La droga o le droghe lo accompagnano furiosamente verso il suo compimento.

È innocente il “pischelletto” Useppe, figlio dello stupro e della paura, che piccolo piccolo come un uccellino, si rifugia tra le zampe accolgienti di Blitz (il primo cane della famiglia), Bella (la pastora abruzzese avvolgente e protettiva) e Ida madre confusa, ma sempre amorevole. Useppe è un poeta inconsapevole. Inventa storie e poesie, decodifica in versi il canto degli uccelletti. Ama la natura e da lei si fa coccolare come un’altra madre.

anarchiaSembra innocente tutta la gente impaurita e stravolta dai bombardamenti, in fuga continua dal nemico e forse da se stessa, alla ricerca di un rifugio temporaneo. A suo modo è innocente Ninareddu, affamato di giustizia e di ideali, che a guerra conclusa vanno scolorando in piccole azioni di accaparramento e sopravvivenza, per lui fatali. Anche lui, vittima di una guerra cieca andrà incontro al suo destino, nelle lotte partigiane durante, e nella lotta quotidiana per l’arricchimento, nel dopo guerra.

San Paolo RomaRoma è sempre protagonista delle scorribande di Bella e Useppe. E riconosco tante strade, tanti quartieri che da bambina e da adulta percorrevo con mia madre e mio padre, ora a trovare parenti, ora a fare visite agli occhi al Policlinico, ora ad incontrare amici a teatro o al cinema o per monumenti. Roma la ritrovo in tante storie Italiane e per me è sempre un tuffo al cuore, un altro ritorno all’infanzia.

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Le sintesi degli accadimenti che da un anno all’altro Morante riassume, colpiscono per la loro incisività. Messi in fila, uno dopo l’altro, ti danno il senso di come la vita delle persone e delle nazioni proceda a volte in un movimento indipendente, come fosse naturale passare da un punto all’altro. E invece di naturale non c’è nulla. La guerra, il male, la violenza è tutta opera degli uomini. Sì, soprattutto degli uomini. Le donne seguono, si adattano, e cercano di garantire la sopravvivenza della specie.

“Con quel Lunedì  di giugno 1947, la povera storia di Ida Ramundo era finita”

storia HalfIn questa tarda primavera Italiana il libro della Morante mi ha fatto tanta compagnia. È stata una lettura vissuta con lentezza e partecipazione sia emotiva che razionale. Alla fine non ci sono più pagine, ma resta un’impressione profonda che porterò con me per molto tempo. La Storia è l’affascinante spettacolo dell’esperienza umana nel XX secolo. Un libro da leggere. Assolutamente.

 

Affascinailtuocuore da voce a Davide

E per chiudere vi leggo le tesi su cui Davide Segre, stralunato e sfortunato giovane idealista, imposta il suo discorso politico, quasi  “in forma di professore di Storia”.

 

G.Simenon-TRE CAMERE A MANHATTAN. Incontri d’amore e solitudine a New York

3camere a Manhattan-SimenonVolete un Simenon diverso, un Simenon “romanziere della passione”?
Fate un salto a Manhattan. Tre camere molto particolari vi aspettano!

Incontrerete anche:

Pioggia e pioggia e pioggia
Notti buie e lampioni lattiginosi
Lunghe passeggiate Washington Square -Fifth Avenue
Ritorno al Greenwich Village
Piccoli bar fumosi
Freddi locali alla Hopper

La canzone del cuore
Juke box e flipper
Alcol a fiumi
Tentennamenti
Ondeggiamenti ubriachi
Lettere d’amore
Ambasciatore d’Ungheria
Telefonate struggenti
Silenzi eloquenti
Sesso, baci e solitudini
Amici e amanti
Tradimenti
Figlia in pericolo di vita
Violetta ansimante
Attori in declino
Quarantenni in cerca di gioventù perduta
Gigolò
Schiaffi e rimpianti
Taxi e mance
Negri (appellativo usato con naturalezza odiosa)
Calze smagliate
Biancheria sexy
Sigarette sporche di rossetto
Pipa occasionale
Pelliccia e abito di seta
Tovaglie a scacchi bianchi e rossi
Ristorantino Italiano
Telefono e Operator
Voci stridule
Voci basse e sensuali
Paura di soffrire
Paura di scegliere
Paura dell’amore

tre_camere_manh-5-300x225 (2)Mamma mia! Tutto il campionario dell’immaginario Americano anni 40-50 è qui. Ottima sceneggiatura per un film anni 60 in bianco e nero (Marcel Carné 1965). Dimenticabile.

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