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A darker domain di Val  McDermid è una lettura estemporanea, tra un bagno  e l’altro  nel meraviglioso mare della Costa del Sole spagnola. Nella casa che abbiamo affittato per la nostra vacanza di reunion familiare c’è una piccola libreria multilingue per gli ospiti internazionali. Mi colpisce subito When We Were Orphans di Kazuo Ishiguro, Non l’ho letto e vorrei farlo. Comincio a sfogliare le pagine e noto con rammarico che i caratteri sono minuscoli  e proibitivi per i miei occhi ormai  troppo fragili per affrontare una lettura così faticosa. A malincuore lo rimetto a posto.

Prendo tra le mani altri volumi, in  Francese, Tedesco, Inglese,  nessuno in Italiano.  Scelgo allora un romanzo “giallo” in Inglese, anche in base alla grandezza dei caratteri. Il  clima vacanziero è ideale per una crime story.  Inoltre ho la possibilità di scoprire  una nuova autrice, Val Mc Dermid, molto famosa a giudicare dalle recensioni  in  quarta di copertina, ma a me totalmente sconosciuta.

scamardifoto- Nerja 2021

La storia si sviluppa intorno ad un “cold case”, un caso irrisolto che riporta alla luce eventi di  venti anni prima. Una figlia si rivolge alla polizia per cercare cerca il padre scomparso durante lo sciopero dei minatori  dell’84 e  creduto un crumiro in fuga verso l’Inghilterra. Lo cerca per curare suo figlio affetto da una malattia incurabile che forse si può risolvere solo con un trapianto da un familiare compatibile.

Mark Prentice scompare all’improvviso lasciando nella disperazione la moglie, la figlioletta e i compagni minatori che avevano sempre creduto in lui e nei suoi  saldi valori di solidarietà, onestà e  tutela dei diritti dei lavoratori.  Scompare nello stesso momento in cui  alcuni suoi compagni tradiscono la causa e partono per Nottingham in cerca di un nuovo lavoro per la famiglia affamata e prostrata dal lungo e feroce sciopero.

La vergogna è profonda, tutti pensano che anche  Mark si sia unito a loro. Tra questi la moglie incredula e alcuni amici. Altri si rifiutano di pensare che Mark, minatore fin nel profondo  e apprezzato pittore di paesaggi, abbia potuto fare una cosa del genere. Contemporaneamente la figlia e il nipote di un magnate del posto vengono rapiti. La consegna del riscatto diventa complessa, uno dei due rapiti scompare nel nulla e tutta l’indagine si aggroviglia.

A risolvere il cold case è una poliziotta speciale, di quelle che caratterizzano  tante serie televisive contemporanee. Si chiama Karen Pirie  ed è un tipo fisicamente e psicologicamente eccentrico, ma è molto  pervicace e brava nel suo lavoro. La sua caratterizzazione mi ha riportato ad altre detective del suo tipo, una tra tutte Vera Stanhope. Dagli anni 80 si  torna alla contemporaneità degli anni 2000. Entrano nella storia l’Italia di Berlusconi, il mondo degli Anglofiorentini e tanti investigatori tra i quali i detective italiani che siamo abituati ad ammirare o detestare nelle numerose serie televisive in onda in questi ultimi anni.

Val McDermid

Lo scheletro della  storia è questo, ma la trama diventa via via così ricca e  avvincente che alla fine chiudi il libro con un senso di pienezza e soddisfazione per lo slalom fatto tra passato e presente, tra Scozia, Inghilterra, Galles e  Italia(quanti stereotipi sul nostro paese!), tra artisti e gallerie d’arte, tra personaggi alternativi  e ricchi borghesi, tra detective e giornalisti arrembanti. Insomma una bella  avventura nel più puro stile “giallo”.

Non deve essere stato facile tenere insieme tutti questi elementi nel disegno e nello sviluppo della trama, eppure Mc Dermid c’è riuscita in modo brillante. L’Independent (Book of the year) recensisce  il romanzo in modo decisamente  efficace e condivisibile:

“A novel as intelligent as it is tightly plotted”. 

Conclusione

A Darker Domain è un giallo dalla struttura classico-moderna, che paga evidentemente il suo tributo alla “madre” Agatha Christie. È moderno per le incursioni nel nostro tempo, a partire da una vicenda oscura degli anni 80, periodo di lotte sociali feroci, come quelle dei minatori contro la politica neoliberista della dama di ferro Mrs Thatcher. La Scozia, l’Inghilterra del centro e del nord, il Galles  sono scossi  dalla chiusura forzata delle miniere di carbone  e dalla assoluta determinazione del governo a non cedere nulla ai minatori in sciopero, gettati nella miseria e nella disperazione.

È classico del genere  poliziesco  per le vicende  narrate, per gli investigatori che scendono in campo, per lo stile tipico di questa narrazione, fatto di  suspense, indizi sparsi più o meno affidabili, improvvise svolte, finale a sorpresa.

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I rari momenti  in cui l’autrice indulge in descrizioni  troppo dettagliate e passaggi superflui  tra passato e presente, non intaccano il piacere della lettura. Unico limite  è stato di tipo strettamente personale, direi  di tempo. Dovevo assolutamente finirlo   prima di partire. Ma ce l’ho fatta e sono contenta!

Al di là dei suoi effettivi meriti letterari questo libro resterà sempre presente nella mia memoria perché è strettamente legato  ad un luogo meraviglioso, un luogo del cuore dove ho vissuto  con le persone che amo.

Sviluppi

Udite udite,  ho da poco ho scoperto che nella serie televisiva britannica Karen è una giovane e bellissima Lauren Lyle! È proprio vero che  la parola scritta ti fa immaginare mondi diversi  dalle immagini sofisticate delle serie! Mondi che sono decisamente influenzati dalla propria esperienza di lettori e dalla propria esperienza personale,